

Al corteo spontaneo non è stato possibile lasciare l’Università
Erano le ore 11 del 18 marzo quando alcune centinaia di ragazzi radunatisi all’Università La Sapienza di Roma hanno formato un corteo spontaneo all’interno della città universitaria. Una parte del corteo desiderava raggiungere piazza Santi Apostoli per unirsi alla manifestazione della Cgil, l’altra avrebbe voluto dirigersi al Ministero dell’Economia.
Si tratta di alcuni dei ragazzi dell’Onda Studentesca, gli stessi che per tutto l’autunno hanno manifestato contro la Riforma Gelmini ed i tagli all’Università e la Ricerca. Tra loro, per l’occasione, ci sono anche studenti delle scuole superiori.
Giunto a piazzale Aldo Moro il corteo degli studenti ha trovato il cordone di Polizia e Carabinieri, in tenuta anti-sommossa, con scudi e manganelli, ad impedirgli l’uscita.
I ragazzi hanno chiesto il permesso di passare, la Questura lo ha negato.
Alle 11e30, al primo contatto fra le parti, è partita una carica, molto decisa, da parte delle forze dell’ordine. Gli studenti hanno risposto lanciando verso i poliziotti quello che hanno trovato, comprese le scarpe e pantofole che avrebbero dovuto far parte della coreografia della manifestazione.
I ragazzi si sono poi diretti verso le altre uscite dell’Università, subendo una seconda carica, più leggera, a via de Lollis. Avendo trovato tutte le uscite presidiate dalla Polizia ed impossibilitati ad uscire, i manifestanti, dopo un’assemblea spontanea sulle scale del Rettorato, hanno tentato, invano, di forzare i cancelli di quest’ultimo.
Verso le ore 13 si sono poi diretti nell’Aula 1 della Facoltà di Lettere ed hanno indetto una conferenza stampa per raccontare l’accaduto.
Alla base di questa mattinata di tensione e violenza c’è l’esordio del nuovo protocollo per la disciplina delle manifestazioni nelle piazze del centro storico di Roma firmato il 10 marzo scorso dal Sindaco Gianni Alemanno e dal Prefetto Giuseppe Pecoraro.
Il protocollo, sottoscritto dai principali partiti ed organizzazioni sindacali, limita a sei i possibili percorsi delle manifestazioni e i luoghi di raduno dei manifestanti dentro Roma.
Di fatto, il corteo degli studenti è stato considerato illegale. Ma un’applicazione così severa del protocollo ha fatto sì che alcune centinaia di studenti venissero chiusi per ore nella città universitaria, negando loro la possibilità di manifestare e raggiungere il presidio autorizzato della Cgil a piazza Santi Apostoli.
Ma le polemiche non si limitano a questo: alcuni studenti hanno denunciato di essere stati colpiti con manganelli che le forze dell’ordine avrebbero impugnato al contrario. E sul web hanno subito cominciato a circolare le prime foto che confermerebbero questa versione dei fatti.
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