Scuole al gelo a Roma e provincia: termosifoni spenti, soffitti che cedono e lezioni a rischio

La Rete degli Studenti Medi lancia l'allarme: "Il diritto allo studio non è garantito in strutture insicure"

Non è il rientro in classe che migliaia di studenti si aspettavano. Con l’ondata di freddo degli ultimi giorni, numerosi istituti superiori di Roma e provincia si sono dimostrati del tutto inadeguati a garantire lezioni in condizioni minime di sicurezza e vivibilità.

A lanciare l’allarme sono i rappresentanti degli studenti, che parlano di un’emergenza ormai strutturale.

Le segnalazioni arrivano da tutta l’area metropolitana. All’IIS Luca Paciolo di Bracciano i bagni sono inagibili per infiltrazioni d’acqua e i termosifoni restano spenti. Al liceo Machiavelli, nel centro di Roma, si fa lezione con le finestre aperte perché gli infissi danneggiati non si chiudono.

Al Plinio Seniore la situazione è diventata persino pericolosa, con il distacco di una porzione di soffitto durante l’orario scolastico. A Tivoli, invece, il liceo Isabella d’Este è stato costretto ad attivare la didattica a distanza a causa del guasto all’impianto di riscaldamento.

«Non possiamo accettare che il degrado venga normalizzato», denuncia Bianca Piergentili, coordinatrice regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio.

Studiare in aule fredde e insicure, spiegano gli studenti, equivale a una violazione del diritto allo studio. E a fronte di annunci su investimenti e fondi, gli interventi concreti continuano a essere frammentari e insufficienti.

La mobilitazione ora si traduce in una richiesta formale: l’apertura immediata di un tavolo di confronto permanente con Regione Lazio e Città Metropolitana.

Gli studenti chiedono trasparenza sull’utilizzo dei fondi per l’edilizia scolastica, interventi rapidi e programmati sulla manutenzione degli impianti e verifiche strutturali urgenti per evitare nuovi crolli.

Il freddo, nelle scuole, è diventato solo l’ultimo sintomo di un problema che dura da anni.

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