

La folle giornata in via Tomasi di Lampedusa: bottino totale di 49 euro e clienti in fuga per la minaccia di un'arma
C’è una sottile linea rossa che separa la sfacciataggine del piccolo criminale di quartiere dalla violenza cieca della rapina a mano armata (anche solo sventolata a parole).
Quella linea un 33enne romano l’ha travalicata con disinvoltura nel corso di un unico, allucinante giovedì di fine agosto tra le corsie di un negozio dell’Eur.
Per lui, che già affollava una cella della casa circondariale di Regina Coeli per altri guai con la giustizia, si sono aperte nuovamente le porte della notifica giudiziaria: i Carabinieri della Stazione Roma EUR gli hanno recapitato in cella un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip del Tribunale capitolino su richiesta della Procura.
I fatti contestati risalgono allo scorso 28 agosto e raccontano una dinamica quasi surreale consumatasi in un esercizio commerciale di via Tomasi di Lampedusa.
La vicenda parte di prima mattina, intorno alle 9:00. Il trentatreenne entra nell’attività come un normale cliente, preleva dagli scaffali un paio di cuffiette audio e una cover per smartphone, evita la cassa e guadagna l’uscita a passo svelto.
Alle proteste del dipendente che lo invita a tirare fuori il portafoglio, l’uomo tira dritto facendosi beffe dei solleciti.
Ma la sicurezza di averla fatta franca trasforma l’arroganza in spavalderia. Alle 17:30 della medesima giornata, l’indagato varca di nuovo la soglia dello stesso negozio.
Il copione sembra il medesimo: agguanta un secondo paio di auricolari, un’altra custodia e un marsupio di colore verde militare (per un valore complessivo d’asta da appena 49 euro). Ma questa volta, di fronte all’ostacolo del lavoratore che prova a sbarrargli la strada per difendere la merce, scatta la metamorfosi criminale:
L’uomo investe il commesso con una raffica di minacce di morte, urlando di essere pronto a farlo fuori e facendo esplicito riferimento all’uso di una pistola.
Una scena da incubo che scatena il panico tra i clienti presenti nel locale, costretti a darsela a gambe per paura che dalle parole si passasse ai fatti.
L’aggressore, tutt’altro che intimorito, è rimasto perfino all’interno del punto vendita per diversi minuti a banchettare sul terrore del commesso prima di dileguarsi nel nulla.
A mettere un punto fermo sull’identità del rapinatore sono state le indagini lampo condotte dai militari dell’Arma della Stazione EUR. L’incrocio degli elementi si è rivelato schiacciante:
Gli occhi elettronici: Le immagini registrate dal circuito di videosorveglianza del negozio hanno immortalato la sequenza del secondo raid, cristallizzando i gesti e le condotte intimidatorie.
Il volto noto: La vittima, che già aveva incrociato l’uomo in passato nell’ambito del quartiere, ne ha confermato l’identità senza esitazioni durante la formalizzazione del riconoscimento fotografico.
Un quadro indiziario solido che ha spinto la Procura a chiedere e ottenere la massima misura restrittiva.
Per il 33enne, il rischio concreto di veder reiterati simili show d’intimidazione ha fatto scattare il definitivo stop direttamente dalla sua cella di Regina Coeli.
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