Sgomberate le baracche di via Campigli ma a Tor Sapienza non basta

La protesta dei residenti di viale Morandi, stanchi di lottare da soli contro prostitute e trans

Un quartiere sotto assedio quello di Tor Sapienza, avvolto ormai da tempo in un clima di degrado che costringe i suoi residenti a vivere nella paura. Prostituzione, campi nomadi, insediamenti abusivi, queste le ragioni che hanno visto scendere in strada gli abitanti degli stabili Ater di viale Morandi, in segno di protesta contro il totale abbandono delle autorità competenti.

Come già accaduto per i residenti di via Longoni, anche quelli di viale Morandi non ne possono più di combattere ogni sera al rientro da lunghe giornate di lavoro, con prostitute e trans che invadono le strade e vendono il loro corpo sotto i portoni dei palazzi di edilizia popolare. Ma nell’occhio del ciclone c’è il piccolo campo abusivo situato in via Campigli, che raccoglie nomadi fuggiti dai campi sgomberati e cittadini italiani disagiati.

Secondo le denuncie dei cittadini in quel luogo si troverebbe un covo di criminalità molto ampio, che minaccia in maniera imponente la comunità. Molti, infatti, i casi di aggressione e rapina negli ultimi tempi in zona, ad opera di cittadini dell’est presenti nel campo.

Proprio le baracche di via Campigli, nella mattinata di mercoledì 8 settembre, sono rientrate nella prima fase di sgombero dei mini-insediamenti, con l’allontanamento di circa 25 romeni che vivevano da tempo ormai all’interno dell’area.

Questo sgombero è il primo di una lunga serie all’interno del VII municipio, è prevista infatti la rimozione di circa un centinaio di baracche abusive sorte sul territorio.

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