

Immigrati ammassati in loculi pagavano fino a 600 euro di affitto
Il preannunciato sgombero delle palazzine di via Mastrigli 15, in zona Cassia, è stato messo in atto, ieri 3 agosto, all’alba, con 150 vigili del XX e dell’VIII Gruppo, diretti dal comandante Antonio Di Maggio.
Nel residence vivevano 130 immigrati filippini e sudamericani, ammassati in loculi minuscoli di precarie condizioni igieniche e sanitarie. Gli affitti arrivavano fino a 600 euro.
All’interno dello stabile, per il quale il sindaco ha emesso un’ordinanza di sgombero in cui si dichiara l’inabitabilità, i vigili hanno avuto la conferma di una situazione di degrado e di invivibilità dal già emersa in molti accertamenti della Asl RmE (che risalgono fin dal 1993), dei vigili del fuoco e degli stessi vigili urbani. Si sta procendo, inoltre alla bonifica di una discarica di rifiuti solidi, trovata nei pressi delle palazzine.
«Credo sia stato un intervento importante – commenta il Sindaco Alemanno – che si inserisce nella costante attenzione per evitare forme di illegalità come le occupazioni abusive. La lotta contro le occupazioni è un’attenzione nei confronti delle regole e dei cittadini. Bisogna ricordare che gli stabili occupati vengono sottratti alla vita della città. Non si tratta di difendere speculazioni ma i diritti di tutti».
Lo sgombero del residence di via Mastrigli, così come la bonifica del parcheggio – discarica antistante, iniziata il 21 luglio scorso, rappresentano l’epilogo di una battaglia durata anni, che finalmente restituisce decoro e legalità al quadrante Cassia, a tutela dei residenti e degli occupanti stessi costretti a vivere, a prezzi esorbitanti e in condizione precarie, in mini appartamenti di circa 10 mq addossati gli uni agli altri, privi di finestre, riscaldamento e vie di fuga in caso di incendio”.
Lo dichiarano in una nota congiunta Fabrizio Santori – Presidente della Commissione sicurezza urbana del Comune di Roma e Ludovico Maria Todini, consigliere e membro della commissione, a margine delle operazioni di sgombero della palazzina «B» del complesso abitativo.
“Siamo orgogliosi di questo risultato, fortemente voluto dalla Commissione sicurezza, che già nel 2008 aveva ricevuto i comitati di quartiere esausti del degrado e dell’insicurezza, frutto di un atto coraggioso del sindaco Alemanno, che con l’ordinanza sindacale di sgombero n. 35 del 1 febbraio 2010 sta mettendo la parola fine ad uno scempio ambientale ed urbanistico dopo oltre 20 anni di totale lassismo” – concludono Santori e Todini – che sottolineano come dopo carotaggi, ispezioni anche da parte della Asl, verifiche, ordinanze municipali, solo l’ordinanza del Sindaco abbia segnato un punto di svolta per la riqualificazione dell’area.”
E’ ancora in corso l’identificazione delle famiglie allontanate dal residence e la loro eventuale assegnazione ai servizi sociali del Comune di Roma.
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