

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di chi lavora da anni accanto alle famiglie Rom coinvolte: “Serve attenzione ai diritti e soluzioni abitative reali”
In riferimento all’articolo del 25 ottobre scorso sullo smantellamento degli insediamenti lungo le sponde del Tevere alla Magliana, riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera, firmata da Debora Foglia (Caritas) e Giancarlo Gamba (Associazione Gli Squilibrati – APS).
Al Sig. Direttore del giornale on-line “Abitare a Roma”,
Siamo volontari. Venerdì scorso (24 ottobre), di primo mattino, siamo stati chiamati da alcuni amici Rom, che ci invitavano a raggiungerli preoccupati per l’arrivo della polizia: chiedevano il nostro sostegno. Li conosciamo tutti, uno ad uno, per nome. Cerchiamo di essere loro vicino con la nostra amicizia come possiamo: aiuto materiale, scolarizzazione dei bimbi… Una goccia nel mare.
Riteniamo importante chiarire alcuni aspetti di quanto accaduto.
Il titolo dell’articolo: “Magliana: smantellati insediamenti abusivi sulle sponde del Tevere…”. Riteniamo doveroso specificare che quegli insediamenti erano povere abitazioni di famiglie Rom con bambini, neonati e persone affette da patologie importanti. Nuclei familiari che da anni vivono allo sbando, frutto di una politica miope — di destra e di sinistra — che, dopo aver chiuso dei campi, non è stata in grado di offrire prospettive abitative a queste persone.
Inoltre, è importante sottolineare che lo smantellamento è avvenuto per opera della Regione Lazio in spregio a quanto prevedono gli enti nazionali e internazionali in merito ai diritti umani fondamentali, che raccomandano, davanti a situazioni di allontanamenti forzati, la garanzia di abitazioni alternative, anche provvisorie. In questo caso, tali garanzie non ci sono state, e l’intervento ha finito per lasciare in strada famiglie con bambini, neonati e persone disabili.
L’assistenza del Comune.
L’articolo riportava che “la Sala Operativa Sociale del Comune di Roma ha provveduto ad offrire assistenza immediata a tutti i presenti”. Purtroppo questo non ci risulta. Ci chiediamo quale assistenza concreta sia stata fornita a persone e bambini svegliati di prima mattina, quando era ancora buio, dalla Polizia.
Pur riconoscendo gli sforzi che il Comune di Roma sta facendo per il superamento dei campi, constatiamo che nulla viene fatto per le famiglie con minori che vivono, non per loro scelta, in campi informali lungo l’argine del Tevere.
Né viene valorizzato l’impegno che alcuni genitori, con il sostegno del Centro d’Ascolto Caritas, pur in condizioni proibitive, hanno profuso per la scolarizzazione dei propri figli.
L’unica proposta che viene fatta in questi contesti è spesso lo smembramento della famiglia, proposta che riteniamo disumana e inaccettabile. La famiglia per loro (e per noi) è un valore fondamentale, la cui assenza comprometterebbe il tessuto sociale e umano.
Ci rendiamo conto che la situazione è complessa, ma pensiamo che l’informazione abbia un compito di grande importanza: offrire tutti gli elementi possibili per la comprensione di questa realtà, affinché tutti possano avere accesso a condizioni di vita dignitose e stabili.
Ringraziandola dell’attenzione, porgiamo distinti saluti.
Debora Foglia (Caritas)- Giancarlo Gamba (Associazione Gli Squilibrati – APS)
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