

La rassegna del cinema indipendente cede il posto a nuove iniziative cinematografiche
Mentre Roma si prepara ad ospitare la “Festa del cinema” che comincerà a ottobre, chiude i battenti la sesta edizione della rassegna “Locarno a Roma”, promossa dall’Assessorato capitolino alla cultura in collaborazione con Anec e Agis. La manifestazione , che ha avuto luogo nei giardini di piazza Vittorio dal 27 agosto all’1 settembre, anche quest’anno si è distinta per l’enorme successo di pubblico. La punta massima di affluenza si è registrata proprio la domenica d’esordio dedicata alla presentazione del film “L’orchestra di piazza Vittorio” di Agostino Ferrente, storia della band musicale multietnica costituita da un gruppo di musicisti di strada provenienti da tutto il mondo e trasformata in orchestra da Mario Tronco, ex tastierista degli Avion Travel. Dopo la proiezione del film la band, che per strana coincidenza giocava in casa, si è esibita in uno straordinario concerto, lo stesso che a Locarno ha mandato in visibilio più di cinquemila persone.
Nei giorni seguenti sono stati presentati altri dieci film, tutti rigorosamente in versione originale, tra i quali citiamo quelli che più hanno impressionato il pubblico. Si tratta del film francese “Le dernier des fous” di Laurent Achard, premio per la migliore regia a Locarno, e dell’italiano “Jimmi della collina” di Enrico Pau che, dopo “Pesi leggeri”, ci racconta la storia di un altro disagio giovanile, stavolta tratta da un racconto di Massimo Carlotto. Buon successo anche per il film franco-argentino “Agua” di Veronica Chen, del russo “Ellipsis” di Andrei Eshpai e degli americani “Half Nelson” di Ryan Fleck e “Little Miss Sunshine” di Jonhatan Dayton. Delusione per quanti si aspettavano di vedere “Das Freulein” di Andrea Staka, il film svizzero-tedesco vincitore del “Pardo d’oro” a Locarno. Colpa delle società di distribuzione, si è detto. Ed è un peccato perché la storia dell’ amicizia, che va oltre le differenze etniche, tra una donna serba, una bosniaca e una croata, soprattutto per come è raccontata, avrebbe arricchito la rassegna di ulteriori contenuti culturali. Ma a parte ciò, il festival di Locarno e la replica romana di piazza Vittorio hanno dimostrato, ancora una volta, come si possono fare film di qualità a basso costo allargandone anche il target. Ce lo hanno insegnato maestri del calibro dei fratelli Cohen, John Turturro e lo stesso Jim Jarmush, coraggiosi autori indipendenti i cui film sono ormai considerati “cult” in tutto il mondo.
Per gli amanti del cinema segnaliamo che la fine dell’estate romana sarà contrassegnata da nuovi appuntamenti. Infatti, oltre alla proiezione di alcuni film di Venezia presentati gratuitamente alla “Notte Bianca”, è già conto alla rovescia per la rassegna “Venezia a Roma” che si svolgerà dal 6 al 14 settembre.
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