

Uno dei film di maggiore richiamo di questa stagione
Ieri, 31 novembre, all’ anticipata conferenza stampa del Festival Internazionale del Film di Roma presso la Sala Alitalia dell’Auditorium di Roma in via Pietro De Coubertin 20, ha avuto luogo la proiezione di uno dei film di maggiore richiamo di questa stagione: Una vita Tranquilla diretto da Claudio Cupellini, regista del brillante Lezioni di cioccolato con il quale già aveva conquistato il pubblico.Ritorna sullo schermo con un film dai toni noir, è la storia di un uomo qualunque che nasconde un passato fatto di prevaricazioni, lotte per il potere e aggressioni.
La vita tranquilla è quella che conduce da dodici anni Rosario Russo interpretato da uno straordinario Toni Servillo che, padrone della scena, rivela l’abilità magistrale di chi conosce e sa fare il proprio lavoro. L’uomo, in Germania ha aperto un albergo, sposato una donna e avuto un figlio.
Tutto sembra procedere serenamente e in piena armonia, ma accade qualcosa, che sconvolge la vita di Rosario e della sua famiglia.Il protagonista porta con sè un passato dalle tinte oscure, fatto di sangue e illegalità.Un tempo aveva un altro nome ed era un atroce camorrista. Stanco e sopraffatto da una vita crudele e carica di violenza dove è solo costretto a fuggire, decide di tagliare la corda che lo tiene legato a quel destino, si finge morto, abbandona suo figlio e si trasferisce lontano, in Germania, dove riesce a riemergere dal fango e a costruirsi un vita nuova, onesta.
Un giorno, nel suo ristorante entrano Edoardo, Francesco di Leva di forte presenza scenica e Diego, Marco D’amore ai suoi primi esordi come attore di cinema, nuovo talento emergente del panorama del cinema italiano.I due ragazzi entrano come ombre inquietanti nella vita di Rosario: il primo è un giovane camorrista, l’altro il figlio che ha cancellato e dimenticato. Il protagonista dovrà fare i conti con i i suoi retaggi criminali e con la sua paternità rimossa.
Nel film emerge la conflittualità del rapporto padre-figlio accentuato da una continua richiesta e ricerca di amore da parte di Diego, i suoi sono sguardi profondi, smarriti,dolci, quelli di un bambino mai cresciuto.L’attore, Marco D’amore, interpreta un personaggio diviso in due parti, quella dell’uomo maturo, che vive il ruolo del sistema a cui appartiene, e quella dell’uomo irrisolto che non ha ricevuto l’affetto del padre.
Numerosi i commenti positivi di coloro che hanno assistito all’anticipata stampa, colpisce l’intero cast, la regia, l’emozionalità del legame tra il padre e il figlio.
Scritto dal regista con Filippo Gravino e Guido Iuculano, il film è stato girato in sette settimane nei dintorni di Francoforte. Per entrare nel ruolo, Servillo oltre ad ingrassare e a farsi crescere la barba, ha studiato anche il tedesco. Quest’anno al Festival si parla di multiculturalità, molti infatti i film che non parlano italiano, che scelgono coproduzioni, terre e lingue lontane.Un viaggio intorno a mondo che trasforma lo schermo cinematografico in uno specchio che aiuta a capire la realtà.http://www.youtube.com/
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.