

A 31 anni dalla legge Basaglia: Strategie, programmi, interventi per le “istituzioni totali”, le nuove forme di istituzionalizzazione e la cooperazione sociale di inserimento lavorativo
Il 13 Maggio 2009 alle ore 16.00, presso il “Nuovo Cinema Aquila” di Roma (luogo significativo in quanto bene sottratto alla mafia e dato in gestione ad una cooperativa sociale), si terrà la proiezione del film “Si può fare”, su gentile concessione della Warner Bros Italia. Saranno presenti Angelo Righetti (psichiatra) e Rodolfo Giorgetti (sindacalista) ovvero i reali protagonisti della nascita della Cooperativa Noncello di Pordenone, alla cui storia il film s’ispira. A conclusione, seguirà un dibattito al quale saranno chiamati a partecipare i rappresentanti della politica e della pubblica amministrazione, sullo stato delle “Istituzioni Totali”, delle nuove forme di istituzionalizzazione e della “Cooperazione Sociale” a Roma, alla presenza dei soci delle cooperative e degli operatori del settore.
L’iniziativa è realizzata e promossa da: Psichiatria Democratica; Legacoop Lazio; Consorzio Sociale co.in.; Consorzio Sol.Co Roma; Consorzio Solaris Lazio; Consorzio Eriches 29; Consorzio Formula Ambiente; Cooperativa 29 Giugno; Cooperativa Abecedario; Cooperativa Aelle Il Punto; Cooperativa La Cacciarella; Cooperativa Casa Comune 2000; Cooperativa Dioniso; Cooperativa Esempio; Cooperativa Il Faro; Cooperativa Formula Sociale; Cooperativa Il Gabbiano; Cooperativa Il Grande Carro; Cooperativa Impronta; Cooperativa L’acquedotto; Cooperativa Linea Sociale; Cooperativa Magazzino; Cooperativa Matrioska; Cooperativa Officina della Carta; Cooperativa Pin.go; Cooperativa Percorsi Zebrati; Cooperativa Tandem; Associazione Erythros; Associazione Volontari Il Cavallo Bianco. Con il patrocinio delle Asl di Roma: Rm-A; Rm-B; Rm-C; Rm-D; Rm-E
Il 13 maggio ricorre il trentunesimo anno dall’entrata in vigore della Legge 180 (legge Basaglia), grazie alla quale, nel nostro paese, migliaia di persone hanno avuto la possibilità di essere restituite a un ruolo di piena cittadinanza e di ritrovare dignità e maggiori libertà per la propria esistenza. L’affrancamento dalle catene reali e simboliche dell’ospedale psichiatrico e dal pregiudizio di incurabilità e irrazionalità è potuta avvenire grazie ad una organizzazione per la salute mentale rispettosa, innanzitutto, della persona umana.
Sempre negli anni ’70, in particolare nel 1975, vi è stata la riforma dell’ordinamento penitenziario che ha spostato l’esecuzione penale verso il trattamento rieducativo del condannato dando finalmente attuazione all’art. 27 della Costituzione, attraverso l’introduzione delle prime misure alternative alla detenzione, riforma poi ampliata nel 1986 dalla Legge Gozzini.
La Commissione Europea nel 2006 con il Libro Verde “Migliorare la salute mentale della popolazione: verso una strategia sulla salute mentale per l’Unione europea”, ha stabilito che la salute mentale costituisce una risorsa per il conseguimento di alcuni obiettivi strategici dell’UE, quali un maggiore impegno per l’Europa nell’ambito della solidarietà e della giustizia sociale e un miglioramento concreto e tangibile della qualità della vita dei cittadini europei. Ancora, il 20 febbraio 2009, il Parlamento Europeo, in linea con i principi contenuti nella Legge 180, ha approvato la Risoluzione per la salute mentale, sottolineando nel contempo la necessità di un “Piano di azione europeo per la salute mentale e il benessere dei cittadini”.
In netta controtendenza, in questi ultimi tempi nel nostro paese si sta assistendo a pericolosi segnali di revisione delle due importanti riforme; infatti, ad oggi, nel Parlamento Italiano risiedono numerose proposte di legge che mirano a modificare profondamente la Legge 180: in particolare sugli aspetti costrittivi e restrittivi dei Trattamenti Sanitari Obbligatori (TSO) estendendone l’effettuazione alle Comunità, alle strutture di lunga assistenza e ai luoghi di cura privati e non solo all’ospedale civile come avviene adesso. Vi sono, inoltre, proposte di legge che prevedono restrizioni nella concessione delle misure alternative alla detenzione, altre che prevedono più carcere e, non ultime, le proposte che riguardano l’ampliamento del tempo di permanenza nei CIE degli immigrati irregolari.
Molte cooperative hanno avuto origine in seguito alle sperimentazioni successive alla Legge Basaglia ed alla Legge Gozzini; esperienze spesso di lavoro protetto che, con il tempo, hanno portato alla nascita delle prime “cooperative integrate di inserimento lavorativo” legittimate giuridicamente nel 1991 con la Legge 381 “Disciplina delle Cooperative sociali”.
Da allora molto cammino è stato fatto grazie al forte aumento delle cooperative sociali e della loro diversificata tipologia di attività, le quali, iniziando concretamente ad operare nel mercato, partecipando a gare sui pubblici appalti, in netta contrapposizione alla classica logica assistenziale e alle regole manicomiali e carcerarie, hanno permesso un tangibile miglioramento dello stato di salute, occupazione e del reddito dei propri soci lavoratori.
La cooperazione sociale romana e laziale, nel corso di questi anni ha avuto sempre un confronto dialettico e paritario con l’Amministrazione Pubblica; tale percorso s’è concretizzato in atti ufficiali degli EE.LL., Regione Lazio, Provincia e Comune di Roma, quest’ultimo il 23.04.2009 ha rafforzato una Memoria di Giunta del 10 ottobre 2007, approvando una Delibera di Giunta che interviene specificatamente per eliminare il fenomeno delle cooperative spurie nonché i criteri di assegnazione dei lavori al massimo ribasso, destinando altresì almeno il 5% della fornitura di beni e servizi del Comune e delle aziende da esso controllate alle cooperative sociali di tipo B.
Nei mesi scorsi è uscito nelle sale cinematografiche il film di Giulio Manfredonia con Claudio Bisio, in cui si racconta la storia della Cooperativa Noncello di Pordenone in modo talmente toccante e commovente (oltre che con lucidità espositiva) che ha saputo estrinsecare, anche ai non addetti ai lavori, tutte le problematiche sottese alla nascita ed affermazione di una cooperativa sociale di inserimento lavorativo. Il film ha avuto un inaspettato successo ed in molte città vi sono state proiezioni pubbliche alla presenza degli attori, non ultima quella promossa a Roma il 21 gennaio scorso al Baobab, da alcune cooperative sociali del CNS di Bologna alla presenza del Presidente Legacoop Giuliano Poletti.
Ingresso Gratuito
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