

L'improponibile proposta di Mosca
Mi hanno sorpreso e preoccupato non poco le recenti dichiarazioni del Prefetto Mosca, avendo da tempo seguito le problematiche inerenti il ‘ghetto ‘ abusivo dove per decenni è stata tollerata la presenza di centinaia di famiglie rom e sul quale hanno lavorato senza pause, alcune associazioni cattoliche, i vigili del Nai e i servizi sociali del municipio e della Asl B. Ed è grazie a queste figure se nel campo di Casilino 900 si è potuto lavorare sulla scolarizzazione e sulla prevenzione sanitaria ( un po’ meno sui furti ).
Queste dichiarazioni del Prefetto arrivano adesso, solo adesso, e dopo che i cittadini residenti nelle vicinanze, stanchi di dover respirare la diossina provocata dalla lavorazione del rame rubato e dagli incendi di ogni tipo di rifiuto, si sono riuniti in comitati di lotta constringendo Veltroni prima ed Alemanno adesso a considerare di assoluta priorità lo smantellamento di uno dei più grandi campi rom d’italia, dove, e ce lo dirà il censimento della Cri, convivono (si fa per dire) Rom provenienti dalla ex Jugoslavia, Romeni e Nord Africani.
Apprendo pure dalla stampa che il sindaco Alemanno sta preparando un incontro, che dovrebbe avvenire la prossima settimana e dal quale, si dice, scaturirà la via maestra per attuare le strombazzate promesse fatte nella recente campagna elettorale. Li ricordiamo tutti quegli slogan: elimineremo tutti i campi abusivi in poche settimane e ridaremo sicurezza ai cittadini romani e dignità ad esseri umani che hanno scelto una vita da nomadi, ieri da girovaghi e oggi sempre più in forma stanziale.
Solo ora, mentre l’ultimo censimento avviato dal Prefetto Mosca il 17 luglio è arrivato alle fasi conclusive e quindi si dovrebbe cominciare a parlare di trasferimento e bonifica dell’area, ecco che il Prefetto, già commissario di governo per il problema dei nomadi, in una conferenza stampa pubblicata sui giornali del 16 ottobre dichiara che "in attesa del trasferimento dei Rom in aree opportunatamente attrezzate, bisogna garantire condizioni di abitabilità migliori, portando nei campi esistenti, luce, acqua ed eliminare nel contempo i rifiuti accumulati".
In un momento in cui la situazione economica della città è sotto gli occhi di tutti e che si è salvata dal dissesto solo grazie ai fondi di Roma Capitale, questa scelta è improponibile. Perché si tratta di spendere una enorme massa di denaro, garantendo tra l’altro le utenze in forma gratuita: una scelta che, qualora fosse effettuata, evidenzierebbe ancora di più il pressapochismo e l’incapacità gestionale di chi è chiamato a compiere delle scelte su cui non è più possibile sbagliare.
Casilino 900 doveva essere sgomberato, secondo lgli impegni, da ieri, e se veramente la soluzione è questione di settimane, non occorre investire un solo centesimo su un’area abusiva e per di più parte integrante del costruendo parco Archeologico di Centocelle che tra l’altro, per causa di atti vandalici, è stato chiuso al pubblico dai vigili urbani del VII gruppo.
E’ tempo che i quattro Municipi confinanti con il parco e con il campo Rom, concordino una strategia ed un’azione comune tesa al ripristino della sicurezza sull’intera superfice del parco, alla sua riapertura ai cittadini e alla ripresa dei lavori per il completamento dello stesso, con i fondi peraltro, in parte già stanziati nel bilancio Comunale.
Municipi VI, VII, VIII, X, se ci siete, battete un colpo!
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