Categorie: Cronaca
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Sopralluogo di Mastrantonio all’insediamento abusivo Casilino 700

Il presidente del VII ha costatato l'avvenuta nascita di un altro campo nomadi nell'area del Parco Centocelle, tuttora chiuso

Grazie all’incalzare dell’allarme del consigliere Orlandi (Pd) e Platania (Udc) che da mesi denunciano (insieme ad Abitare A) la ricostituzione di quello che fu il campo Rom abusivo di via Casilina 700 (allora, il più grande d’Europa, sgomberato con grande fatica nel 2000), il 19 novembre 2008 il presidente del VII municipio Roberto Mastrantonio ha compiuto un sopralluogo. Il presidente era accompagnato da un’ampia delegazione formata dall’Assessore all’ambiente D’Ercole, dal Comandante dei Vigili Urbani del VII gruppo, dal responsabile del servizio giardini sig. Maggi, dalle guardie ambientali e dal Comitato di Quartiere di Centocelle Vecchia, dal presidente della Commissione Sociale Valente e dal consigliere Orlandi i quali tutti non hanno potuto far altro che constatare la rinascita dell’insediamento. Presente al sopralluogo anche l’arch. Forte del dipartimento LL.PP.

Il presidente Mastrantonio è quasi rimasto senza parole dinanzi a quella miriade di baracche risorte in pochi mesi (dopo che erano state demolite nel maggio 2008) tra cumuli di immondizie e montagne di carcasse di macchine depositate dagli sfasciacarrozze fin sopra le teste di un esercito di bambini di ogni fascia d’età. 

Il campo è privo di acqua e servizi igienici, alcune baracche sono ancora in costruzione e tutto intorno appesi a dei fili c’è il bucato steso ad asciugare e dal quale si può evincere la presenza nel campo di molti bambini. Una donna ci ha detto che ce ne sono 21 e che molti non sono a scuola in quanto hanno fatto una vaccinazione.

L’accesso al campo è da via dell’aeroporto di Centocelle ed è favorito dalla mancanza di un tratto di recinzione demolito anni fa in occasione di un incidente stradale e sul cui ripristino nessuno purtroppo è intervenuto, favorendo così, la rinascita dell’insediamento abusivo e l’utilizzo dell’area come discarica a cielo aperto. 

Tra annunci, proclami e promesse il problema dei campi abusivi è ben lontano dal trovare una soluzione positiva. Nel corso di questi ultimi trent’anni i nomadi da transitanti sono diventati stanziali e le istituzioni locali hanno praticato la politica dello struzzo. Nessuno sentiva e nessuno vedeva, ma la popolazione Rom cresceva e con essa ogni tipo ricovero – quattro tavole, due vecchi fogli di lamiera, qualche chiodo e ecco fatta " la casa ". Poi sono cominciati i furti e i nauseanti odori acri provocati dagli incendi di fili di rame (una delle ultime forniture proviene dall’impianto di illuminazione del parco) e di conseguenza la nascita di comitati spontanei che fino ad oggi a fronte di tante iniziative di protesta hanno incassato… solo laconiche e non mantenute promesse. 

Il municipio come istituzione di prossimità si trova a svolgere un ruolo ingrato e privo di ogni ruolo attivo, stretto tra la morsa di chi semina promesse senza mantenerle e chi offre solidarietà a basso costo. 

Già dal 20 novembre domani il presidente del Municipio e il Comandante dei Vigili Urbani del VII gruppo si attiveranno per tentare di impedire la nascita di un nuovo insediamento fatto di uomini, donne e bambini senza fissa dimora, ma, di nazionalità Europea.

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