

Il consiglio Municipale ha approvato all’unanimità, una risoluzione che impegna la giunta a varare un piano organico di potenziamento dell’illuminazione pubblica in tutta l’area
Nel quadrante tra largo Enea Bortolotti e via Tullio Levi Civita, quando cala la sera cala anche la percezione di sicurezza.
Le strade sprofondano nel buio, gli attraversamenti pedonali quasi non si vedono più e il parcheggio pubblico diventa un crocevia di degrado: prostituzione, rifiuti abbandonati, litigi fino all’alba. Una situazione che i residenti denunciano da anni, senza sosta.
Ora però qualcosa si muove. Il consiglio del Municipio VIII ha approvato all’unanimità una risoluzione che impegna la giunta a varare un piano organico di potenziamento dell’illuminazione pubblica in tutta l’area, accogliendo finalmente le richieste del territorio.
A firmare il documento sono i consiglieri Samuele Marcucci (Pd) e Michele Marini (Sinistra civica ecologista). «Parliamo di una zona che vive criticità profonde da troppo tempo – spiegano –: strade completamente al buio, passaggi pedonali invisibili e un parcheggio che, nelle ore notturne, è diventato teatro di episodi continui di degrado. Le segnalazioni sono state tantissime e continue. Con questa risoluzione abbiamo trasformato quelle voci in un impegno concreto».
Il provvedimento punta su azioni precise. La priorità è l’installazione di un nuovo lampione nella rotatoria tra largo Bortolotti e via Levi Civita, un punto dove automobilisti e pedoni procedono “alla cieca”.
Inoltre, si chiede di completare l’illuminazione del tratto centrale di via Levi Civita, da anni predisposto ma mai attivato. E ancora: valutare ulteriori punti luce nelle aree considerate più sensibili, definendole insieme ai cittadini per evitare interventi a metà.
«Illuminare un quartiere significa renderlo più sicuro e più vivibile – aggiungono Marcucci e Marini –. L’approvazione è un passo importante. Continueremo a vigilare affinché gli interventi vengano programmati e realizzati nel più breve tempo possibile». I due ringraziano poi tutte le forze politiche che hanno sostenuto la proposta: «Quando si parla di sicurezza e qualità della vita, l’unità è possibile».
La situazione, in effetti, è da tempo al centro di polemiche. Gli abitanti denunciano prostituzione notturna, rifiuti abbandonati – fazzoletti, bottiglie, preservativi –, roghi tossici, urla che riecheggiano tra i palazzi.
Un elenco che comprende non solo largo Bortolotti, ma anche via Efeso, via Macedonio Melloni, via Volterra, via Battelli, via Pincherle, largo Veratti, il parco Veratti, via dei Caduti senza Croce e perfino l’area intorno alla metro B Marconi e all’Istituto Sant’Anna.
Una mappa del malessere che il municipio ora prova a illuminare, letteralmente. Per restituire ai residenti un quartiere dove la sera non faccia più paura.
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