

Grazie alle intercettazioni telefoniche e al blitz notturno dei carabinieri
6 rumeni in manette: 4 come colpevoli dello stupro collettivo a Guidonia e 2 per favoreggiamento, avendo aiutato la banda a nascondersi dopo le barbarie. 5 sono stati sottoposti al fermo della polizia giudiziaria, che va convalidato dalla procura di Tivoli, con l’accusa di violenza sessuale e rapina aggravata.
Venerdì 23 gennaio 2009 5 uomini incappucciati avevano picchiato e rinchiuso nel bagagliaio il fidanzato per poi abusare a turno della ragazza.
Grazie alle intercettazioni telefoniche predisposte dalla magistratura di Tivoli che ha coordinato le indagini e alle tracce lasciate dai cellulari, il blitz notturno dei Carabinieri del Gruppo Frascati nella zona di Tivoli, Guidonia e Monterotondo ha permesso di arrestarli prima che si mettessero in fuga verso il Nord Italia.
Un plauso ai carabinieri per l’arresto è arrivato dal sindaco di Guidonia, Filippo Lippiello, dal 23 gennaio 2009 dimissionario con altri 17 consiglieri comunali.
"Desidero rivolgere i miei più sentiti complimenti ai carabinieri del comando provinciale di Roma – ha commentato così la notizia il sindaco di Roma, Gianni Alemanno – che hanno portato a termine con successo le indagini sullo stupro di Guidonia, assicurando alla giustizia in brevissimo tempo i presunti responsabili. A tutte le forze dell’ordine che hanno dimostrato grande serietà e impegno, al comandante provinciale Vittorio Tomasone e al prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, voglio esprimere a nome mio e di tutta la città la più grande stima e gratitudine”.
“È la fine di un incubo, ringrazio i carabinieri – così ha detto la ragazza di 21 anni, in lacrime, ancora sconvolta per l’aggressione e la violenza subite – giustizia è fatta: ora non faranno più male a nessuno, non faranno a un’altra donna quello che hanno fatto a me”.
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