

I brani che riportiamo sono stati scritti da due uomini, apparentemente lontani anni luce, ma nella sostanza affratellati nell’impegno di aiutare gli ultimi.
Stiamo parlando di Don Franco Monterubbianesi, fondatore della Comunità di Capodarco, ed oggi animatore della cooperativa agricola sociale di Capodarco; l’altro è il Capitano Ultimo presidente dell’associazione Volontari Capitano Ultimo.
Ho conosciuto don Franco agli inizi degli anni 70, nella Comunità di Sant’Ireneo a Centocelle, poi ci siamo perduti di vista per rincontrarci a Mistica quando l’agricoltura Capordarco (dove la genuinità dei frutti della terra incontra la solidarietà tra gli uomini) entrò per portare avanti l’esperienza della agricoltura sociale.
Il Capitano Ultimo (il Colonnello Sergio De Caprio) l’ho incontrato nel 2008, quando come Vice Presidente del Municipio Roma VII, seguivo le procedure per l’assegnazione del parco alla Fondazione.
In questi anni ho approfondito la conoscenza di questi due Testimoni e mi sono reso conto della loro complementarietà, per cui mi sono adoperato per farli incontrare, per mettere a frutto il loro messaggio di fratellanza che nel caos e nell’arrivismo di questa società individualista potrebbe essere messo in ombra..
Don Franco è un giovane prete di 84 anni che ancora sogna di realizzare a Mistica una Casa Famiglia per il “Dopo Di Noi”. E per questo e pronto a lottare, perché, secondo lui, ”Il miglior modo per raccogliere ottimi frutti e seminare amore”.
Il Capitano Ultimo è un ufficiale di carriera dei Carabinieri che scrive:” La nostra sicurezza si chiama integrazione“ ed organizza con i suoi Volontari ed il popolo degli ultimi, pranzi etnici, laboratori di pelletteria, falegnameria, corsi di panettieri e pizzaioli, corsi di Falconeria.
Bisognava senz’altro farli incontrare.
Il loro incontro è stato un fraterno abbraccio tra un padre ed un figlio legati non dalla genetica, ma dallo spirito di comunione nell’anelito di servire gli ultimi (diversamente abili, profughi, ex carcerati, giovani delle case famiglia).
I loro progetti (ostello per i giovani sottoposti a pene altenative, la casa Famiglia per Il “Dopo Di Noi”) non possono però decollare perché il sindaco Marino ed Il vice sindaco Nieri non riescono a decidere quale sarà il futuro del Parco della Mistica.
Il Parco della Mistica deve essere un luogo d’integrazione sociale e deve alimentare il circuito della economia sociale di sopravvivenza. La Nazionale Cantanti, che molto ha fatto per la casa famiglia e per il parco giochi, deve comprendere quale sia la vera missione chiesta dal territorio e capire chi sono i suoi interlocutori privilegiati.
Legalità, Solidarietà e Produttività, questo trinomio che guida i nostri due testimoni don Franco e Capitano Ultimo. La politica romana, fuori degli intrallazzi deve saper scegliere, loro stanno andando avanti solo con i soldi che provengono dalle loro piccole attività (ristorantino, agricoltura) e dalle donazioni private). Qui tutto è stato realizzato senza fondi pubblici; a loro va affidata la gestione complessiva del Parco della Mistica.
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