Categorie: Cinema e Tv
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The Iron Lady

Il film di Phyllida Lloyd celebra la figura di Margaret Thatcher

Presentato come un evento questo film di Phyllida Lloyd celebra la figura di Margaret Thatcher focalizzando l’attenzione sulla sua senilità e costruendo la narrazione attraverso lo schema del ricordo. La Lady di Ferro era una iperliberista che attaccò il modello di solidarietà sociale del Welfare attribuendo ad esso lo stato di crisi dell’Inghilterra degli anni Ottanta.

Sembravano due binari paralleli, Ronald Reagan negli Usa e lei a Downing Street. I due erano ferventi nemici del “socialismo” e tracciarono le linee guida del cosiddetto “pensiero unico”.

C’era da far cadere il Muro di Berlino in quegli anni. Bisognava convincere la gente che gli Stati non potevano farsi carico delle difficoltà dei singoli. Liberismo e Lasseiz Faire erano le parole d’ordine.

La Thatcher salì al potere imponendo questo nuovo culto, malgrado il disagio sociale, il problema dell’Ira irlandese. Non disdegnò nemmeno di fare una guerra con l’Argentina per le isole Falkland, le isole che gli Argentini ritenevano loro tanto da chiamarle Malvinas. Era il 1982 e nel conflitto l’Inghilterra ebbe la meglio anche se con perdite importanti.

La controversa azione politica dell’Iron Lady, figlia di un ex droghiere che studiando ad Oxford ce la fa e rafforza il concetto del “self made man”, nel film risulta notevolmente ammorbidita perché strategicamente alternata al racconto di una Margaret malata.

Forse la regista voleva generare la nostra commozione. Ma proprio oggi che abbiamo bisogno in Europa e negli Usa di interventi statali a sostegno del disagio sociale che avanza, non riusciamo a versare lacrime.

Meritevole di un applauso è invece l’interpretazione di Meryl Streep che riproduce fedelmente la freddezza di questo Primo Minister.

Un film di Phyllida Lloyd. Con Meryl Streep,  Jim Broadbent, Olivia Colman, Roger Allam, Susan Brown. Biografico, durata 105 min. – Gran Bretagna 2011. – Bim  

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