

La presentazione del libro sabato 10 ottobre ore 16,30 a Villa Gregoriana (zona Templi)
Il libro “Tivoli nella letteratura” di Marco Testi nasce da una scelta, compiuta da uno storico della letteratura e dei rapporti tra letteratura, territorio e arte, con brani-poetici, narrativi, saggistici che hanno contribuito a creare o a conservare nei secoli il mito di una città.
È soprattutto un lavoro aperto a tutti, su una città ammirata da gran parte dei grandi artisti e scrittori, quindi non un trattato scientifico e filologico, ma un discorso aperto a giovani e meno giovani, non appesantito da eccessive ridondanze bibliografiche e retoriche, per una nuova (e nello stesso tempo storica) conoscenza di questa città.
L’autore pensava a questo libro da molti anni, fin da quando stava realizzando le grandi mostre su Roesler Franz e sui pittori a Tivoli e stava mettendo mano alla “Una città come mito” il primo libro a parlare di Tivoli nella storia dell’arte attraverso i secoli, con delle stupende riproduzioni a colori dei grandi artisti a Tivoli. Libro che ottenne un grande successo, tanto che venne tradotto ed edito in inglese nello stesso anno. Fu da allora che Testi iniziò a lavorare, in principio assieme alla compianta Paola Perini, ad un libro sugli scrittori a Tivoli.
Molti i nomi, che è impossibile citare per intero: Catullo, con la questione se la sua villa fosse nel territorio tiburtino o sabino e se davvero quella villa – che alcuni pongono dove era il monastero di sant’Angelo in Piavola, sulla strada che porta verso il santuario di Quintiliolo, amatissimo dai Tiburtini – fosse di sua proprietà … poi Orazio con la presenza di un suo possedimento (ipotizzato nelle presenze di una villa romana sotto la chiesa di sant’Antonio, nel territorio presso la Villa Gregoriana). E a proposito della Villa di Manilio Vopisco, non poteva mancare la sua descrizione da parte di Stazio. E poi il Properzio che scrive di un famoso episodio: di notte deve venire a Tibur chiamato dalla sua donna, rischiando di essere vittima dei briganti, episodio che verrà ripreso nel Novecento da Ezra Pound.
Quando si passa a tempi più vicini a noi, tra i tanti, Goethe, affascinato dal panorama tiburtino, e Chateaubriand, che scrive una pagina memorabile nel santuario di Quintiliolo, ma anche Dickens, alcune pagine di Liszt; e poi Carducci, D’Annunzio, Ungaretti …
Senza ovviamente dimenticare la Yourcenar e il “suo” imperatore Adriano, non solo nel romanzo, ma anche delle sue visite nel nostro territorio. E, tra i tanti che sarebbe troppo lungo citare, il tiburtino per eccellenza Igino Giordani, di cui vengono riportate tutte le descrizioni di una Tivoli perduta presenti in La città murata. Un cammino affascinante attraverso i millenni, il primo del genere, che tiene conto della profonda conoscenza da parte del suo autore, dei contributi degli artisti descritti e illustrati nei suoi precedenti libri.
Marco Testi, Tivoli nella letteratura. Una Città come Mito 2. Libera Editrice Tiburtina, 2026, 192 pagine. Prefazione di Giorgia Montesano, direttrice Fai di Villa Gregoriana. Con il patrocinio della Libera Università Igino Giordani (LUIG), dell’Amministrazione Comunale di Tivoli, del Lions Club Tivoli Host.
Poche note sull’autore che vive e lavora nella campagna sabina. Insegna nella facoltà universitaria “A. Trocchi” collegata con la Pontificia Università Lateranense ed è anche storico della letteratura e critico letterario. Scrive per le pagine culturali dell’agenzia stampa della Cei, “Sir” e per altri quotidiani e periodici. Ha scritto libri – tradotti in altre lingue – sui rapporti tra letteratura, arti figurative e spirito del tempo tra Otto e Novecento, come Una città come mito (Chicca ed.), edito con il patrocinio della Presidenza della Repubblica, tradotto in inglese nel 2000.
È stato insignito del premio Ettore Roesler Franz 2019 proprio per il suo lavoro di ricerca dei rapporti tra arte, letteratura e cultura ed un elenco dei suoi libri si può trovare facilmente sul web.
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