

Dal 1° giugno al 13 luglio 2025. Apre Paola Cortellesi a Trastevere
Trastevere, Tor Sapienza, Valle Aurelia. Tre luoghi, tre anime diverse della città, unite da uno schermo bianco, da una sedia pieghevole e da un respiro collettivo che si trattiene quando le luci si spengono e parte il primo fotogramma.
Torna a Roma Il Cinema in Piazza, la rassegna cinematografica gratuita organizzata dalla Fondazione Piccolo America, che dal 1° giugno al 13 luglio 2025 trasformerà di nuovo tre aree urbane – San Cosimato, il Parco della Cervelletta e Monte Ciocci – in vere e proprie arene sotto le stelle.
Undici anni dopo la prima proiezione improvvisata, quello che sembrava un sogno di pochi giovani ostinati è diventato un appuntamento imprescindibile per decine di migliaia di romani.
L’edizione 2025 punta a superare le 120.000 presenze registrate la scorsa estate, offrendo 94 proiezioni gratuite, film in lingua originale con sottotitoli e un racconto cinematografico che attraversa generi, culture, epoche e continenti.
Non è solo una rassegna: è un modo diverso di vivere la città. Il grande schermo a San Cosimato ospiterà classici come Chariots of Fire, in collaborazione con il Vaticano per il Giubileo dello Sport.

Alla Cervelletta, nella periferia spesso dimenticata di Tor Sapienza, si parlerà di giovani e ribellione con The Warriors e i Mods di Quadrophenia. A Monte Ciocci si esplorerà l’estetica punk, l’anima degli hooligans e le foto di Sven Marquardt, il buttafuori della techno berlinese diventato icona della fotografia.
In parallelo, nella casa del Cinema Troisi, continua il progetto La Residenza: quattro giovani registi under 35, da tutto il mondo, seguiranno un percorso di formazione con professionisti del settore. Una full immersion creativa guidata da Valeria Golino, che culminerà con la presentazione dei pitch alla casa di produzione di Paolo Sorrentino.
E mentre a pochi metri dalle arene si discute di ordinanze, decoro e telecamere, Il Cinema in Piazza fa un altro tipo di politica: culturale, inclusiva, popolare. Ogni proiezione è un rito urbano, un piccolo miracolo laico fatto di vicinanza, racconti condivisi e senso di comunità.
In un’epoca di streaming solitario, guardare un film insieme, all’aperto, gratuitamente, è già una forma di resistenza. A Roma, da undici anni, questa resistenza ha un nome, una luce e un pubblico. E quest’anno più che mai, promette di raccontare il mondo da prospettive inedite, nel cuore pulsante della città.
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