Torna il Premio Cirri. Per uomini liberi e anticonformisti

Premiati: Gianfranceschi, Ferrazzoli, Polverini, Soavi, Nedelea ed il gruppo “Contea”. Proiezioni inedite del film “Il Sangue dei Vinti”
Comunicato stampa - 29 Novembre 2008

«Caravella per il giornalismo» a Fausto Gianfranceschi, «per la saggistica» a Marco Ferrazzoli e «per l’impegno sociale» a Renata Polverini, segretario generale Ugl. E ancora: Caravelle a Michele Soavi, «per la regia», all’attrice Alina Nedelea, «per il cinema» ed al gruppo Contea, «per la ricerca e la storia della musica». Sono i protagonisti della XVII edizione del Premio Cirri che nella splendida cornice del Salone Margherita (via Due Macelli 75) domenica 30 novembre, alle ore 21.00 riceveranno le ambite Caravelle.

Ad aprire il sipario e intrattenere gli ospiti, oltre ad un ricco programma, anche immagini inedite del film ‘Il Sangue dei Vinti’ di Michele Soavi, in uscita il prossimo anno, e scene di Giovannino Guareschi con gli indimenticabili Don Camillo e Peppone. Una serata in memoria del famoso giornalista e scrittore Luciano Cirri, «da sempre esempio coerente di anticonformismo e di libertà», nonché fondatore – insieme a Mario Castellacci, Piefrancesco Pingitore e Piero Palombo – del Bagaglino, il teatro cabaret che negli anni Sessanta inventò un nuovo modo di fare satira a Roma.

A organizzare l’evento, come di consueto, sono gli «Amici della Caravella» (www.amicicaravella.it), storica associazione culturale guidata da Franco Ferrari, da sempre promotrice della manifestazione, realizzata con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura e Spettacolo della Regione Lazio. A presentare l’evento, il giornalista Franco Bucarelli.

«Sarà una serata piena di sorprese – spiega Bucarelli – parteciperanno parecchi Vip e saranno anche proiettate immagini inedite del Sangue dei Vinti, nonché scene memorabili del grande Guareschi, come il famoso discorso antimilitarista dell’agguerrito Peppone, mentre il dispettoso Don Camillo mette a tutto volume la musica della leggenda del Piave. Non mancheranno interviste a Guareschi, testimonianze di Indro Montanelli e Miriam Mafai, le vignette sui Trinariciuti, e tanto altro”.

Il premio Luciano Cirri è così intitolato in memoria del famoso giornalista e scrittore, nonché fondatore – insieme a Mario Castellacci, Piefrancesco Pingitore e Piero Palombo – del Bagaglino (il teatro cabaret che negli anni Sessanta inventò un nuovo modo di fare satira a Roma). L’iniziativa è nata nel 1984, un anno dopo la prematura scomparsa di Cirri, per premiare personalità del mondo dello spettacolo e del giornalismo distintesi in nome dell’anticonformismo e dell’esigenza di libertà. Ricco l’elenco dei vincitori delle passate edizioni: Aldo Fabrizi, Oreste Lionello, Indro Montanelli, Roberto Gervaso, Massimo Fini, Bruno Vespa, Marcello Veneziani, Magdi Allam, Andrea Bocelli, Maria Grazia Cucinotta e tanti altri.

LUCIANO CIRRI: CHI ERA

Giornalista, scrittore, saggista, critico teatrale e televisivo, autore di canzoni, radiodrammmi, testi per cabaret. Insieme a Mario Castellacci, Pier Francesco Pingitore e Piero Palombo, Luciano Cirri è stato tra i fondatori del “Bagaglino” di vicolo della Campanella, il teatro cabaret che negli anni Sessanta inventò un nuovo modo di fare satira a Roma. In seguito Cirri ha lasciato il “Bagaglino” per dar vita al “Giardino dei Supplizi” insieme con alcuni noti attori, tra i quali Oreste Lionello, Anna Mazzamauro, Gianfranco Funari, con la collaborazione di Gianna Preda e Gualtiero Jacopetti. Redattore capo e vicedirettore del settimanale “Il Borghese”, ha tenuto fortunate e polemiche rubriche anche per alcuni autorevoli quotidiani. Levigato narratore, caustico moralista controcorrente, ironico diarista, intransigente e generoso difensore di uomini e valori scomodi, ha anche pubblicato numerosi libri. Lo ammiravano e lo temevano in molti.

Toscano di nascita, romano d’adozione, è morto nel 1983. Dall’anno seguente, gli è stato intitolato il “Premio Cirri”, che viene ogni anno assegnato a personalità dello spettacolo e della cultura che si sono distinti per anticonformismo e per spirito di libertà. Una libertà di cui Cirri ha conosciuto bene il prezzo, e che ha pagato per intero e fino in fondo.


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