

Il film del regista Kitchen Stories è tratto da una selezione di racconti brevi del norvegese Levi Henriksen
Il 19 novembre 2010 presso la multisala Barberini si è svolta la proiezione di uno dei film della stagione "Tornando a casa per Natale" del regista Kitchen Stories tratto da una selezione di racconti brevi del norvegese Levi Henriksen "Only Soft Presents Under the Tree", che narra la storia di un gruppo di persone di una piccola cittadina immaginaria le cui vite si intrecciano.
Il film racconta , attraverso scene di vita familiare, come viene trascorso il Natale.
Tra le storie, ci sono quella di un uomo che si trasveste da Babbo Natale per rivedere la ex moglie e i figli senza essere riconosciuto, quella di un vecchio asso del calcio, alcolizzato, che vuole tornare a casa per le vacanze, quella di una donna che si illude che l’amante sposato lasci la moglie e decida di ritornare da lei, quella di uno studente il quale finge che la famiglia protestante non festeggi il Natale per stare con la graziosa compagna di classe musulmana e quella infine di una coppa serbo-albanese dal passato oscuro, chiusa in un cottage isolato.
Attorno a tutti i personaggi emerge un profondo senso di solitudine che attanaglia le singole persone. La scelta del giorno del Natale non è casuale, proprio in quella giornata sembrano riafforare problematiche ed emozioni sopite, che si amplificano e che prendono il sopravvento.
La stessa atmosfera natalizia porta le cose ad assumere una dimensione estrema; è un momento in cui le persone scelgono di affrontare i loro problemi.
Le singole storie si sfioriano, non procedono con sequenzialità, ma si intrecciano in uno scambio di emozioni e percezioni.Ci troviamo di fronte a uomini e donne che hanno perso la loro strada, che portano alla luce la loro sensibilità, che tentano di ricostruirsi una nuova vita, che cercano sensazioni, sentimenti e che tuttavia non hanno perso la speranza di ricostruirsi e di pensare ad un altro sè possibile. Alla ricerca disperata di un equilibrio perduto, quindi, che li spinge a non fermarsi , a procedere in avanti , a trovare delle risposte.
Il Natale diventa il punto di incontro-scontro dei singoli pezzi della propria identità, frantumazione e possibile rinascita di una nuova vita.
Il film porta con sé un retrogusto agro-dolce e dipinge a tinte sbiadite quadri di vita quotidiana e, purtoppo, non lascia spazio ai personaggi di crescere e di manifestarsi nella loro complessità.
La storia ahimé rimane poco approfondita e dai risvolti solo accennati e abbozzati. Il regista tenta comunque di lasciare un segno, comunica la possibilità di fare scelte diverse e di scoprirsi alle prese con una vita nuova.
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