

Riunione a Roma sul recupero della struttura
La Commissione Speciale PNRR si è riunita questa mattina (lunedì 24 novembre 2024) per affrontare uno dei dossier più delicati del panorama romano: il futuro della Torre de’ Conti, simbolo del centro storico e oggi segnata dal tragico crollo del 3 novembre che ha causato la morte di Octav Stroici e il ferimento di altri tre operai.
Un evento che ha scosso l’intera città e che ora impone una corsa contro il tempo per garantire sicurezza, trasparenza e una strategia chiara per il recupero dell’edificio.
Attorno al tavolo c’erano tutte le istituzioni coinvolte nei lavori e nella tutela del patrimonio: il Sovrintendente capitolino Claudio Parise Presicce, il direttore del Parco Archeologico del Colosseo Simone Quilici, il direttore dell’Ufficio di Supporto al Commissario Giubileo Roberto Botta, tecnici della Sovrintendenza e della Soprintendenza statale.
Presenti anche i membri della Commissione, convocata anche in risposta alla richiesta specifica della consigliera Cristina Masi, che aveva chiesto un approfondimento immediato dopo il crollo.
Proprio oggi è partita la prima vera fase operativa: i Vigili del Fuoco sono entrati in azione con un’ispezione esterna condotta in forma ordinaria, nell’ambito della nuova convenzione triennale sottoscritta tra Roma Capitale, VVF e Parco del Colosseo (delibera di Giunta n. 428 del 20 novembre).
Un accordo da 250mila euro che permette di procedere con la messa in sicurezza dell’edificio, passo essenziale per qualunque decisione futura.
«Dalla seduta di oggi emergono tre punti fondamentali», ha spiegato il presidente della Commissione, Giovanni Caudo, mettendo ordine tra preoccupazioni, vincoli e prospettive.
Primo nodo: il finanziamento PNRR destinato alla Torre de’ Conti. Non sarà possibile rispettare le scadenze del 30 giugno né quelle del 31 dicembre 2026, ma tutte le istituzioni coinvolte hanno espresso la volontà di mantenere l’intervento nel perimetro del Piano, lavorando a una corsia derogatoria che consenta di ridefinire tempi e modalità senza perdere risorse cruciali.
Secondo nodo: la Torre non sarà demolita. L’obiettivo condiviso è la sua conservazione, anche se prima occorre completare la messa in sicurezza dell’intero complesso, operazione prioritaria e delicatissima che richiede l’intervento di personale altamente specializzato.
Terzo nodo: il progetto originario del programma CARME. È ancora attuabile? Per ora, nessuno può dirlo con certezza. Sarà il tavolo tecnico interistituzionale coordinato dalla Prefettura, che si riunisce ogni venerdì, a stabilire i prossimi passi, solo dopo la verifica delle condizioni reali della Torre e delle porzioni strutturalmente recuperabili.
Intanto, resta forte l’impatto sulla vita quotidiana di residenti e commercianti. La zona rossa che circonda la Torre, compreso largo Corrado Ricci, continuerà a essere chiusa al transito, anche per la presenza dei mezzi pesanti necessari ai lavori.
«Alla luce delle informazioni ricevute oggi – ha concluso Caudo – sarà possibile valutare anche forme di sostegno alle attività economiche dell’area. Se servirà, convocheremo una nuova Commissione dedicata interamente a questo tema.»
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