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Tra 4-6 anni il nuovo Laurentino 38

Presentato ai cittadini il Piano di recupero urabano approvato dalla Regione

 

L’assessore all’Urbanistica della Regione Lazio, Massimo Pompili, ed il segretario DS ed ex presidente del XII Municipio, Riccardo Agostini, il 15 febbraio hanno presentato ai cittadini del Laurentino38 i contenuti del Piano di Recupero Urbano (ex Art. 11 L. 493/93), approvato l’11 gennaio dalla Giunta regionale.

“Gli Art. 11 erano stati concepiti per velocizzare gli interventi in favore delle periferie più degradate – ha esordito Riccardo Agostini introducendo l’incontro – ed invece quello relativo al Laurentino 38 è rimasto fermo per ben cinque anni. Alcuni degli interventi che erano stati previsti hanno perso di significato, altri sono stati già realizzati. Quello che abbiamo perso come cittadini sono cinque anni di dignità e di opportunità”.

“Si tratta infatti di un’operazione – ha poi dichiarato Massimo Pompili – di carattere sì urbanistico su 7.000 ettari di territorio, in quartieri caratterizzati da uno sviluppo non corretto, ma con un grande impatto sociale su un habitat chiuso, come il Laurentino 38, dalla sua stessa struttura che ha bisogno di una ricucitura con il resto della città”.

Tre gli assi d’intervento: i grandi sistemi della viabilità; i grandi sistemi ambientali e l’introduzione di forti elementi di socialità per favorire la connessione del tessuto urbano economico e sociale, a partire soprattutto dai servizi alla persona, rivolti all’infanzia, alle famiglie e agli anziani.
All’incontro ha anche partecipato l’Arch. Ravaldini, direttore del Dipartimento Urbanistica della Regione, che ha illustrato tecnicamente il Piano di Recupero.

Ed ecco in sintesi la situazione di Laurentino 38.

I ponti 9-10-11 saranno presto abbattuti. Chiuso il bando per l’abbattimento, il 9 marzo si provvederà all’assegnazione provvisoria, poi tempi tecnici d’attuazione (120 giorni) e successivamente l’apertura dei cantieri (maggio/giugno) subordinata, come da capitolato di gara, all’effettivo sgombero.
Per finanziare l’abbattimento dei ponti l’Ater ha messo a disposizione 4.850.000 euro. Per la sistemazione delle persone che attualmente occupano i ponti c’è un impegno preso da Regione, Comune e Ater.
Per il recupero delle cubature, è prevista una variante urbanistica a cura del IX Dipartimento del Comune di Roma.
Il recupero sarà fatto tenendo come priorità i servizi e gli alloggi per le categorie svantaggiate.

Per i ponti 1-2-5-8 il Programma di Recupero Urbano (Pru) ne prevede la ristrutturazione funzionale: 1 (biblioteca e ludoteca) 2 (incubatore sociale) 5 (il Ponte della Musica) e 8 (Incubatore d’impresa).

I ponti1-2-3 sono stati ristrutturati nel corso di questi anni ed attualmente ospitano uffici municipali e della Asl.

Il PRU (Programma recupero urbano) Laurentino prevede complessivamente 39 opere pubbliche con finanziamenti pari a circa 50 milioni di euro.
Oltre al recupero dei 4 Ponti già citati, la realizzazione del Programma prevede in particolare nuovi collegamenti stradali tra le vie Laurentina, Pontina e Colombo con la viabilità locale. La realizzazione e sistemazione di piste ciclabili ed aree verdi del territorio, tra cui il parco lungo via Carlo Emilio Gadda e Parco Laurentino/Acqua Acetosa.

La Regione Lazio in questi primi mesi di legislatura, con l’approvazione di ben 8 Programmi, ha completato l’iter di tutti gli 11 PRU, di altrettanti quartieri periferici della capitale, individuati dal Comune di Roma secondo quanto previsto all’art 11 della legge nazionale 493/93. Aspetto caratterizzante di tali Programmi di recupero è la realizzazione di gran parte delle opere pubbliche attraverso l’utilizzo di finanziamenti privati.

Gli interventi previsti per il complesso dei PRU ammontano a 1.800 milioni di euro, di cui 520 per opere pubbliche. Finanziamenti che costituiscono un’opportunità di occupazione per circa 6.100 persone durante la realizzazione delle opere e circa 6.300 posti stabili ad ultimazione lavori.

Il tempo previsto per il completamento dei Piani di Recupero Urbano va dai 4 ai sei anni, a seconda della complessità degli interventi.

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