Tragedia a Porta Portese: trentanovenne crolla sul marciapiede e muore

Inutili i prolungati tentativi di rianimazione del 118 sotto gli occhi dei vigili urbani

Un dramma della disperazione e della solitudine consumatosi sotto la luce del mattino, tra il va e vieni distratto del quartiere.

Un uomo di soli 39 anni ha perso la vita martedì 20 ottobre dopo essersi accasciato improvvisamente lungo il marciapiede di via Carlo Porta, lo snodo viario che mette in comunicazione viale Trastevere con via Ettore Rolli, a un passo dallo storico perimetro di Porta Portese.

La scena si è svolta sotto gli occhi basiti di una pattuglia del XII Gruppo Monteverde della Polizia Locale di Roma Capitale, in transito lungo la via per i consueti controlli di viabilità e sicurezza stradale.

La corsa contro il tempo e i soccorsi disperati sul marciapiede

All’altezza dello snodo con via Crescenzo Del Monte, i vigili urbani hanno notato la figura del trentanovenne vacillare per poi stramazzare rovinosamente a terra, privo di sensi:

Allarme immediato: Intuendo la gravità del quadro, i caschi bianchi si sono precipitati dall’uomo per fornirgli i primi soccorsi, attivando contemporaneamente le ambulanze d’emergenza tramite la centrale operativa.

Le manovre del 118: L’arrivo dei sanitari a sirene spiegate ha dato il via a una lunga sequenza di manovre di rianimazione cardiopolmonare, eseguite sull’asfalto davanti ai passanti pietrificati.

La resa dei medici: Nonostante i tentativi e l’uso dei presidi salvavita, il cuore dell’uomo non ha ripreso a battere. Ai medici del 118 non è rimasto che redigere il verbale di constatazione del decesso, causato da un arresto cardiocircolatorio di origine naturale.

L’identificazione: la storia spezzata di un invisibile

I rilievi e gli accertamenti anagrafici condotti dagli agenti della Polizia Locale hanno permesso di dare un nome alla salma: si tratta di un cittadino di origine nigeriana di 39 anni, da tempo invisibile ai radar delle istituzioni e costretto a vivere nella morsa della povertà estrema senza una fissa dimora.

Completati i rilievi di rito sul luogo del tragico malore, l’autorità giudiziaria ha affidato la salma al medico necroscopo per il successivo trasferimento in obitorio. Una fine solitaria sull’asfalto che riaccende i riflettori sull’emergenza degli ultimi nell’autunno romano.

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