

Al centro del tavolo, il debutto delle nuove Unità di Rete (UdR) previsto per il 1° luglio 2026
Imparare dagli errori per non replicare il caos di inizio anno. È questa la parola d’ordine che ha guidato il vertice di oggi, lunedì 23 febbraio, presso la sede della Regione Lazio, dove l’Assessore alla Mobilità Fabrizio Ghera ha incontrato i sindaci di quattro quadranti chiave del territorio.
Al centro del tavolo, il debutto delle nuove Unità di Rete (UdR) previsto per il 1° luglio 2026.
La riforma rappresenta un cambio di paradigma radicale: il trasporto su gomma non sarà più gestito autonomamente dai singoli Comuni, ma centralizzato sotto l’egida di Astral. Il territorio regionale è stato suddiviso in 11 unità intercomunali, pensate per collegare anche i piccoli centri finora isolati.
Tuttavia, il debutto a gennaio delle prime unità (Valle del Sacco e Valle dell’Aniene) è stato segnato da pesanti criticità: tagli alle corse, percorsi cervellotici e utenti lasciati a piedi per mancanza di informazioni.
Per evitare un “bis” dei disagi estivi, la Regione ha convocato oggi i rappresentanti delle unità che partiranno a luglio:
Tirreno Nord (UdR 1)
Valli del Tevere (UdR 2)
Reatino (UdR 7)
Litorale Sud (UdR 10)
All’incontro hanno partecipato i vertici del settore: dal direttore regionale Wanda D’Ercole all’AU di Astral Giuseppe Simeone, fino al presidente di Cotral Manolo Cipolla.
L’obiettivo è raccogliere le integrazioni richieste dai sindaci – finora poco coinvolti – per rimodulare orari e percorsi prima che i nuovi tracciati diventino definitivi.
«Abbiamo deciso di posticipare l’avvio delle altre Unità di Rete proprio per costruire un percorso condiviso con i sindaci», ha dichiarato l’assessore Fabrizio Ghera. «Vogliamo valorizzare la corresponsabilità istituzionale e dare ai territori il tempo necessario per adeguarsi».
A dare forza alla riforma sarà anche il rinnovo della flotta. Giuseppe Simeone (Astral) ha annunciato che nei prossimi mesi saranno messi in strada circa 800 nuovi autobus, mezzi di ultima generazione destinati a migliorare il comfort dei passeggeri e a ridurre drasticamente l’impatto ambientale, mantenendo però invariato il chilometraggio complessivo previsto dai contratti.
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