Categorie: Cronaca
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Truffa delle star e Schema Ponzi: maxi sequestro da 9 milioni agli eredi del “broker dei VIP”

sigilli a quadri di Andy Warhol e Schifano, gioielli, immobili a Miami e Londra e partecipazioni societarie. Nel mirino l'impero accumulato in oltre vent'anni di raggiri ai danni di calciatori e procuratori

Un impero finanziario edificato su una monumentale truffa e spazzato via da un provvedimento di prevenzione patrimoniale.

I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Roma – Sezione Specializzata Misure di Prevenzione – che ha portato al blocco di beni, mobili e immobili, in Italia e all’estero, per un valore stimato in oltre 9 milioni di euro.

La misura è stata notificata agli eredi e a un familiare convivente di un ex broker finanziario (scomparso nel 2022), ritenuto dagli inquirenti abitualmente dedito, dal 1999 fino al momento del decesso, alla commissione sistematica di reati di truffa ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria.

La truffa “piramidale” che ha tradito calciatori e professionisti

Secondo quanto ricostruito dettagliatamente dalle indagini, l’ex intermediario aveva orchestrato una complessa truffa milionaria mediante la creazione di veicoli societari e scatole cinesi di diritto inglese.

Il meccanismo adottato era il classico e devastante “Schema Ponzi”: rendimenti stellari promessi per attrarre capitali che venivano poi usati per pagare gli interessi dei vecchi investitori, finché il castello di carte non è crollato.

Tra le vittime cadute nella rete del broker figurano volti noti del mondo dello sport e della Roma bene:

Calciatori di primo piano e procuratori sportivi.

Ingegneri, avvocati e professionisti di svariati settori.

I proventi illeciti derivanti dalle truffe avevano garantito al broker e alla sua famiglia un tenore di vita faraonico, in palese e stridente contrasto con le dichiarazioni dei redditi presentate al Fisco nel corso del ventennio.

Warhol, case a Miami e l’uso del software “Molecola”: il tesoro sequestrato

A tracciare i flussi finanziari sono stati i militari specializzati del G.I.C.O. (Gruppo d’Investigazione sulla Criminalità Organizzata) del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma.

Gli investigatori hanno setacciato ogni singola annualità incrociando i dati patrimoniali con l’ausilio di “Molecola”, l’applicativo informatico di punta dell’Arma economico-finanziaria in grado di aggregare, analizzare e rilevare le incongruenze tra redditi leciti e ricchezze accumulate.

Il blitz, scattato in applicazione delle misure di prevenzione previste dal Codice Antimafia, ha portato al sequestro di:

Immobili di lusso all’estero: Due attici/appartamenti situati nelle zone più esclusive di Miami e Londra.

Società e asset: Quote sociali e compendi aziendali relativi a 8 società di diritto italiano ed estero.

Opere d’arte e beni di pregio: Una collezione di dipinti e sculture attribuite ad artisti simbolo del Novecento come Andy Warhol, Mario Schifano e Giacomo Balla, oltre a un ingente quantitativo di orologi di gran marca e gioielli (per i quali è stata disposta una perizia di stima tecnica).

Un’operazione ad altissimo impatto che dimostra l’efficacia dell’azione sinergica tra l’Autorità Giudiziaria capitolina e la Guardia di Finanza nell’aggressione dei patrimoni accumulati dalla criminalità economica, garantendo che il profitto del crimine non venga trasmesso o goduto nemmeno per via ereditaria.

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