“Un indovino mi disse”: un film dedicato a Tiziano Terzani

Incontro per presentare il progetto del film tratto dal libro del famoso autore che dovrebbe vedere la luce grazie al crowdfunding

Il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza di Roma (Via Salaria 113) ospita il 15 aprile alle ore 16,30 la presentazione del progetto di crowdfunding (raccolta fondi dal basso) per la realizzazione del film “Un indovino mi disse”, tratto dall’omonimo libro di Tiziano Terzani.

In compagnia del regista Mario Zanot – autore di Anam, il Senzanome, l’ultima intervista a Tiziano Terzani – si ripercorre la vita del giornalista-scrittore e, in particolare, il viaggio nel cuore dell’Asia, raccontato in “Un indovino mi disse”. Un viaggio lungo un anno che è stato per Terzani tappa fondamentale di un cammino di trasformazione da corrispondente di guerra a uomo di pace. Si intende narrare tale percorso attraverso filmati, letture, musica e contributi video di Ermanno Olmi, Ettore Mo e Cecilia Strada, Presidente di Emergency.

manifesto_Roma_Sapienza (1)A condurre l’incontro è la Dott.ssa Antonietta Angela Maggio, organizzatrice dell”iniziativa. Le letture proposte sono a cura di Francesca Lucia e la musica scelta da Francesco Nigri. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

Il film intende ripercorrere il viaggio di Terzani alla scoperta del cuore magico dell’Asia, un viaggio che il giornalista fece nel 1993, spostandosi senza mai prendere aerei. All’apice della sua carriera infatti, in piena crisi umana e professionale, Terzani si aggrappa alla vecchia profezia di un indovino di Hong Kong: “Attento! Nel 1993 corri un gran rischio di morire. In quell’anno non volare. Non volare mai”.

Quella maledizione si trasforma per lui in una benedizione, un’occasione per reinventarsi la vita. In quello stesso anno, l’elicottero sul quale sarebbe dovuto salire cade. Un caso? Al di là della sua veridicità, la profezia lo aiuta a trovare una nuova dimensione umana e spirituale.

L’idea di girare questo film è del regista milanese Mario Zanot, documentarista e visual effects supervisor, che ha collaborato, tra gli altri, con Giuseppe Tornatore e Nanni Moretti, e che nel 2013 ha vinto il David di Donatello per i migliori effetti digitali del film Diaz, don’t clean up this blood di Daniele Vicari. Nel 2004 Zanot ha inoltre girato l’ultima intervista a Tiziano Terzani, intitolata Anam, il Senzanome.

Un indovino mi disse sarà girato tra Vietnam, Laos, Cambogia, Birmania e Thailandia. La sceneggiatura – a cui ha collaborato anche Angela Terzani Staude – è già pronta e alcuni partner stranieri hanno mostrato vivo interesse per il progetto.

Per sostenere la produzione del film è stato fondato un Comitato che sta organizzando serate di raccolta fondi in tutta Italia, delle “Chiamate alle arti”, durante le quali viene ripercorsa la vita di Terzani, corrispondente di guerra, viaggiatore e uomo di pace, con proiezione di filmati, letture di brani tratti dai suoi libri e musica suonata dal vivo. Grazie all’aiuto dei lettori di Terzani sono già state organizzate più di cento serate, in piccole e grandi città.

Ma si può finanziare il film anche attraverso il web. Andando su www.unindovinocidisse.it è possibile dare il proprio contributo, versando pochi euro ma anche cifre più alte. In cambio si ha diritto a una ricompensa. Ad esempio, chi sceglie di versare 50 euro vedrà il proprio nome nei titoli di coda del film. Una parte degli incassi del film verrà devoluta a Emergency, per l’ospedale di Lashkar-gah in Afghanistan, intitolato a Tiziano Terzani. Si tratta di un centro chirurgico in cui il 60% dei pazienti ricoverati è curato per ferite di guerra causate da bombe, mine antiuomo e pallottole, e dove un terzo dei pazienti ha meno di 14 anni.

Come previsto dallo statuto del Comitato, se la cifra raccolta attraverso il finanziamento popolare non dovesse essere sufficiente a garantire la produzione del film, l’intero importo, tolte le spese documentate, verrà devoluto ad Emergency.

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