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Un Sogno chiamato…”Bettini Quadraro”

Festeggiamenti, conferenze, mostre fotografiche, testimonianze, per i 60 anni della fondazione del Bettini Quadraro

Il racconto del Bettini inizia nel 1947. Un gruppo di ragazzi che si vedeva nella sezione del Pci di via Cincinnato decise di mettere su una squadra di calcio. Stabilirono una sottoscrizione di mezza lira a testa e battezzarono la squadra col nome del giornale dei comunisti: Unità Quadraro. Il punto di ritrovo era il Bar Carfagna, all’incrocio tra via dei Quintili e via dei Lentuli, mentre gli allenamenti e le partite ufficiali si svolgevano al Sant’Anna. Il primo torneo Uisp portò la squadra in finale contro l’Andrea Doria di Lionello Cianca.   Non essendo un club di santarellini (nel termine più vivace e buono del significato) o forse perché il Quadraro era il Quadraro, tutto prese subito una piega alquanto movimentata. Il Bettini aveva all’epoca un portierone che era una saracinesca, tutti lo chiamavano Bandone, una sicurezza assoluta, ma alla vigilia del torneo non trovò di meglio che mettersi nei guai. "A Li’, (Calogero Imbergamo,-vedi foto- Presidente e Fondatore-Lillo per gli amici) corsero a dirgli gli amici, se so’ bevuti Bandone".   Questa piccola rievocazione mi porta indietro con la memoria (essendo nato nel quartiere e avendo conosciuto la realtà Bettini Quadraro -ndr-) e mi dà modo di apprezzare la tanta e genuina passione di quei ragazzi, appena usciti dall’incubo di una guerra mondiale e dalla miseria piu’ nera, per lo sport ed in particolare per il calcio.

Sabato 9 giugno 2007, la Società e l’organizzazione vuole esaudire una richiesta del Presidente Imbergamo, quella di voler festeggiare il desiderio dei tanti giovani, fondatori (pochi rimasti purtroppo), e dirigenti che si sono alternati nei vari campionati, per rievocare ed onorare i colori del Bettini Quadraro. Gli "Amici del Bettini Quadraro" salutano Lillo che non potrà essere presente (ci auguriamo il contrario) per "importanti" motivi di salute personale, cercando di organizzare l’evento cosi’ come lui avrebbe voluto. Auguri da tutti noi Lillo!

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