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Un’altra città è possibile a partire dalla periferia orientale

Assemblea a via Gasperina dei comitati di quartiere e dei movimenti di lotta per la casa
di Aldo Pirone - 27 Febbraio 2009
Collatina, fuori Roma. FOTO Luca Gentili http://www.flickr.com/photos/luka70/E’ stata un’assemblea importante e partecipata. Il movimento di lotta per la casa Action e i Comitati di quartiere del X, VIII e VII Municipio si sono incontrati il 25 febbraio al Centro civico di via Gasperina 254 per discutere insieme di emergenza abitativa e difesa del territorio da nuove ondate cementificatorie.
E’ la prima volta che due soggetti così diversi per cultura, obiettivi specifici, esperienze di lotta provano a ragionare insieme in vista della Conferenza cittadina sulla ‘’città bene comune’’ che si terrà sabato prossimo all’ex Fiera di Roma padiglione 32.
Case popolariL’incontro avviene su un punto di fondo. Da una parte i movimenti di lotta per la casa che vogliono risolvere l’emergenza casa dentro una cornice di sviluppo sostenibile della città. Senza cioè massacrare ulteriormente agro romano allungando sempre più a macchia d’olio l’espansione cementizia. Dall’altra i comitati di quartiere e le numerose realtà partecipative rappresentate dalla Rete Romana di mutuo soccorso assumono i problemi del diritto all’abitare come occasione per rilanciare il tema di un’inversione di tendenza all’espansionismo edificatorio e per una riqualificazione delle periferie.   L’altra sera a via Gasperina si è quindi ragionato concretamente di casa, urbanistica, mobilità, ambiente nel quadrante orientale della città. Quello compreso fra via Tiburtina e via Appia. Delineando un quadro corposo di proposte concrete. Per quanto riguarda il diritto all’abitare si sono indicate due direttrici fondamentali:
1) recupero del patrimonio edificato pubblico per ristrutturarlo a fini abitativi;
2) collocazione nelle centralità pubbliche previste dal PRG di quote di abitazioni residenziali pubbliche. La revisione delle centralità metropolitane previste in questo quadrante dal PRG è fondamentale per rendere sostenibili e riqualificanti le trasformazioni volte a dare un volto di città compiuta alle nostre periferie degradate. Delle previsioni del piano vanno mantenute le centralità pubbliche di Pietralata (187 ha), Ponte Mammolo (60 ha), Tor Vergata (560 ha). Va cancellata quella privata e inutile di Romanina (94 ha) la cui area deve rimanere come cintura verde fra Roma e i Castelli romani impedendone la saldatura cementificatoria. Va trasformata quella di Torre Spaccata (64 ha) azzerandone le cubature e ricongiungendola al progettato Parco Archeologico di Centocelle creando così un grande parco suburbano di 220 ha che diverrebbe in tal modo un’elemento ambientale fondamentale delle nostre periferie.
Oltre al Polo Tecnologico e produttivo Tiburtino va completata con adeguati servizi la centralità di Ponte di Nona. A questa rimodulazione delle centralità occorre aggiungere da una parte l’opposizione ad ogni cambiamento di destinazione d’uso delle aree agricole poste alle pendici dei Castelli romani e, dall’altra, la riconferma della destinazione agricola dell’area di Casale di Gregna (84 ha) con la creazione di un parco agricolo didattico, la creazione di un parco agricolo nell’area della fattoria della Maranella e la trasformazione dell’area di 35 ha in località ‘’Quadrato’’ attorno al terminal di Anagnina. Trasformazione da riconfermare secondo i dettami scaturiti dal processo partecipativo realizzato dai cittadini. Per ciò che riguarda la salvaguardia delle aree agricole va applicata la Legge regionale recentemente approvata sui Parchi agricoli. Nelle centralità pubbliche (circa 800 ha complessivi), di cui due (Tor Vergata e Pietralata) a pianificazione definita e una (Ponte Mammolo) a pianificazione da definire, vanno risolti i problemi delle funzioni con il trasferimento di consistenti insediamenti direzionali dal centro storico, dei servizi e di una quota consistente di abitazioni pubbliche. Dal punto di vista della mobilità il quadrante sarebbe sorretto da una consistente ‘’cura del ferro’’.  Metropolitana B e C, tramvie su Predestina e Casilina, Ferrovie FM2 (Roma Guidonia), FM6 Roma Cassino, FM4 Roma Castelli, FM 7-8 Roma Anzio da trasformare in ferrovie metropolitane.
Questi collegamenti radiali dovrebbero essere raccordati dalla progettata linea tranviaria tangenziale Saxa Rubra-Laurentina la cui delibera di iniziativa popolare è già stata approvata dal Consiglio comunale.
Questa grande infrastruttura di mobilità pubblica su ferro sarebbe l’asse lungo viale Togliatti su cui poter operare densificazioni edilizie (abitazioni residenziali pubbliche, funzioni direzionali, servizi) nei vuoti che si aprono ai lati di questa grande arteria. Anche con abbattimenti e ricostruzioni (strumento previsto dal PRG) di edifici oggi a bassa intensità volumetrica. Tutto l’insieme di mobilità su ferro poggerebbe su due potenti nodi di scambio: Ponte Mammolo e Anagnina e sulla Nuova Stazione FS di Tiburtina. A ciò vanno aggiunti i ‘’corridoi di mobilità’’ come il costruendo Anagnina-Tor Vergata, il progettato Anagnina-Ciampino-Romanina, Tor Vergata-La Rustica e quello previsto sulla Tiburtina.
Nella potente centralità di Tor Vergata già oggi servita da una fermata della FM6 ma un po’ periferica, va portato il prolungamento di metropolitana con un braccio della C. Mentre va previsto un collegamento tranviario veloce sul corridoio di mobilità T5 che potrebbe collegare la metro A con la C. Il sistema ambientale del quadrante sarebbe sorretto da due grandi Parchi archeologici: Parco degli Acquedotti a ovest (facente parte del Parco dell’Appia antica) e Parco di Centocelle-Torre Spaccata più a est. Dalla grande area agricola del Casale di Gregna a ovest, dal Parco Alessandrino-Tor Tre Teste, dal Parco interno alla centralità di Pietralata a est e dal Parco interno alla centralità di Tor Vergata a sud-est. Più da una serie di parchi minori interni ai quartieri. 

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