

Dai produttori di "Una settimana da Dio"
“Una settimana da Dio” torna nei grandi schermi con “l’impresa” di realizzare un seguito all’altezza del primo film.
Evan Baxter ha una carriera fulminante, da giornalista televisivo, a membro del congresso degli Stati Uniti. La sua vita politica viene però interrotta da una richiesta che proviene decisamente da “più in alto”, e a cui il protagonista non può opporsi in nessun modo, perché fa parte di un disegno ben preciso: Dio in persona (interpretato ancora una volta da Morgan Freeman) gli ordina di costruire un’arca per evitare gli effetti disastrosi di un’ imminente catastrofe.
Qui ha inizio “l’impresa”. E anche il film. Il protagonista non viene creduto e le sue gesta vengono scambiate per una crisi di mezza età, anche dalla sua famiglia.
Nel lieto fine si concentrano i temi del secolo: politici corrotti ed ecologismo. Si ride per tutto il film, fino a che la risata lascierà lo spazio ad una riflessione profonda. Come si può salvare il mondo? “Con atti di cortese affetto”.
Un po’ come la storiella di s. Francesco di Sales che rivolgendosi a Gesù chiese: “come posso salvare il mondo. E Gesù: comincia col non sbattere la porta troppo forte”.
Lo spunto è semplice ed universale, la sceneggiatura forse poco geniale.
Voto 6
Il trailer
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