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“Università della notte”: negli atenei si festeggia l’equinozio del sapere

Il 21 marzo, La Sapienza, Tor Vergata e Roma 3, aprono le porte anche di notte

Tenera è la notte, e lo sarà ancora di più il prossimo 21 marzo quando i tre principali atenei romani, “Tor Vergata”, “Roma Tre” e “La Sapienza”, insieme al “Link Campus University of Malta” faranno le ore piccole aprendo i battenti a giochi, musica, spettacolo e lezioni speciali. Così le università della capitale saluteranno l’equinozio di primavera, con un’iniziativa “L’Università della notte” nata in collaborazione con il comune di Roma e presentata lo scorso 2 marzo in Campidoglio alla presenza del sindaco Walter Veltroni e dei rettori aderenti al progetto.
A metà strada tra studio e gioco, conoscenza e divertimento, questo “equinozio dei saperi” è il frutto di quel clima di “solidarietà e amicizia”, come l’ha definito Veltroni, che unisce i tre atenei “luoghi di una ricchezza diffusa”.

Una notte bianca dell’università, insomma, in cui confluisce il fascino e la magia della notte bianca «un termine magico che – ha osservato il primo cittadino – è entrato ormai a far parte del vocabolario del nostro paese, un’idea che ha avuto immediatamente effetto di contagio».
Veltroni ha poi descritto l’evento come fattore coesivo della cittadinanza, «perché si fa comunità quando i cittadini si sentono stimolati e sollecitati da iniziative culturali, quando c’è energia».

Dalle 20.30 fino all’alba i luoghi tradizionali del sapere terranno così le porte aperte prima di tutto agli studenti, ma anche a tutti i romani che vorranno sperimentare la dimensione misterica della notte, tema caro all’immaginario artistico e sociale, su cui verteranno le lezioni del corpo docente.
Da “La notte dei tempi” del noto archeologo Paolo Matthiae, alla suggestiva “Pleniluni da Saffo a Leopardi” della professoressa Maria Grazia Bonanno esperta di letteratura greca a “Simbologia della notte” del filosofo Giacomo Marramao: l’esplorazione della dimensione notturna prenderà il via in ciascuna università con una lectio magistralis presso la Facoltà di Giurisprudenza per “La Sapienza”, al Teatro di Tor Bella Monaca per “Tor Vergata” e alla Facoltà di Lettere e Filosofia per “Roma Tre”.

Iniziative come questa restituiscono al sistema universitario la centralità che gli spetta in una città in cui, secondo quanto riportato dal delegato al coordinamento delle Politiche Universitarie Giancarlo D’Alessandro, si trovano 10 atenei, quattro pubblici e due privati, 210 mila studenti iscritti, di cui un quinto fuori sede e 4 mila studenti stranieri.

«Il comune chiama e l’università risponde, – ha commentato il rettore di “Roma Tre” Guido Fabiani – un progetto del genere crea le condizioni per un ulteriore sviluppo di collaborazione tra città e università; crediamo molto nel valore interdisciplinare dell’apparato culturale».

Parole che hanno trovato d’accordo anche il rettore de “La Sapienza” Renato Guarini, nel ribadire la necessità che la città universitaria diventi una “piazza di Roma” accessibile a tutti i cittadini.

Un campus di iniziative diverse per ogni ateneo prenderanno vita a margine delle lezioni: le installazioni Luci Sonore lungo il viale dell’Università a cura di Dissonanze, la storia del jazz scritta e narrata da Massimo Nunzi e la sua orchestra al Teatro di Tor Bella Monaca, pittura e performance itineranti come Fiori della compagnia Denoma a “Roma Tre”.

A raccontare in diretta “L’Università della notte” Radio Città Futura con tre postazioni dislocate nei luoghi degli eventi; il sapere per una notte diventa così alla portata di tutti e le nostre università acquistano, come ha ricordato Veltroni, quella “luminosità” che generalmente non hanno nella loro iconografia.

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