

Probabilmente per un arresto cardiaco. Nessuno tra i passeggeri si è accorto di nulla
Il 26 agosto, sulla tratta ferroviaria Roma Grosseto, un romano di 62 anni, è morto per cause naturali dovute si crede ad un infarto, senza che alcun passeggero se ne accorgesse. A scoprire il fattaccio, il capotreno, due ore dopo che il convoglio era giunto a destinazione.
Probabilmente l’uomo, cardiopatico, è morto nel sonno e questo spiegherebbe la totale indifferenza dei passeggeri che non si sono accorti di nulla. Il capotreno, al momento del ritrovo del corpo, stava effettuando il normale giro di fine corsa, per assicurarsi che nessuno fosse rimasto sul convoglio. Accortosi di ciò che era accaduto, ha immediatamente avvertito la Polfer che ha contattato il medico legale. Sarà l’autopsia a confermare la causa del decesso.
Ci si chiede comunque, per quale motivo, nemmeno un passeggero abbia provato a “svegliare” l’uomo al momento dell’arrivo a Grosseto. Che non vi fosse nessuno nel vagone in cui viaggiava o che l’indifferenza, come spesso accade, ha preso il sopravvento?
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