Verso il Trattato di Lisbona 2010 nel rispetto dei lavoratori deboli

I risultati del progetto Varco nel convegno del 29 aprile. Silvia Costa: "Lo estenderemo ad altre aziende di servizi della Regione"

Per la formazione dei lavoratori bisogna guardare all’Europa e costruire un corrispettivo italiano di Europass, un libretto formativo che permetta di spendere le proprie capacità lavorative in tutta l’Unione Europea.
“L’amministrazione pubblica – sottolinea Alessandra Tibaldi, assessore al Lavoro, Pari Opportunità e Politiche Giovanili della Regione Lazio – deve entrare nel merito dell’organizzazione del lavoro per capire quali sono i reali fabbisogni del Paese e sostenere la flessibilità e l’aggiornamento dei lavoratori, soprattutto delle categorie più deboli: gli over 45, le donne, i disabili e quanti hanno un basso livello di scolarità”.

Martedì 29 aprile 2008 alla sala Tevere della Regione Lazio il convegno organizzato dalla Confservizi Lazio ha messo in luce i primi, positivi risultati di V.a.r.c.o., un progetto interno al programma Equal e finanziato dalla Regione Lazio con il contributo del Fondo Sociale Europeo e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
“La formazione continua dei lavoratori – spiega Silvia Costa, assessore all’Istruzione, al Diritto allo Studio e alla Formazione della Regione – è un elemento di competitività delle aziende per contrastare il problema delle conoscenze che diventano presto obsolete e per avvicinarci agli obiettivi prefissati dal Trattato di Lisbona al 2010. Grazie ai corsi per la qualificazione professionale abbiamo anche recuperato 6500 giovani a bassa scolarizzazione”.

Con il progetto V.a.r.c.o. (valorizzazione, adeguamento, riconoscimento competenze degli occupati) a settembre 2006 è stata avviata la sperimentazione in dieci società che erogano servizi pubblici (Ama, Atac, Aprilia Multiservizi, Asa Tivoli, Cotral, Gruppo Acea, Gruppo Gaia, Met.Ro, Trambus, Roma Multiservizi). La presenza all’interno delle aziende del Consulente Varco, una figura specifica capace di ascoltare, orientare e certificare le capacità e le competenze dei soggetti più deboli per favorirne l’inserimento funzionale, ha prodotto un miglioramento della qualità lavorativa.

“l progetto V.a.r.c.o. – conferma Giuseppe Labarile, presidente della Confservizi Lazio – è stata una nuova esperienza messa in rete. Visto il grande interesse della regione Lazio, si cercherà, con la Consulta Permanente per la promozione da poco istituita, di estendere a nuove imprese e di trasformare in un azione di sistema i risultati e il modello ricavati dalla sperimentazione su un bacino di 30.000 dipendenti delle imprese pubbliche.”
“Pensiamo di coinvolgere altre aziende di servizi della Regione – ha ribadito l’Assessore Costa – e di dare un bollino per la certificazione alle aziende che adotteranno questo modello.”

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