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Via al protocollo d’intesa per la ridistribuzione di beni confiscati alla mafia

A siglarlo il sindaco Veltroni, il prefetto Serra, il vice ministro dell'Economia Visco e il direttore dell'Agenzia del Demanio Elisabetta Spitz

Ulteriore stretta nella lotta alla mafia. Ed è via libera al protocollo d’intesa firmato il 2 febbraio a Palazzo Valentini per la redistribuzione dei beni sequestrati alle cosche. Un patto di ferro all’insegna della legalità che coinvolge il sindaco Veltroni, il prefetto Serra, il vice ministro dell’Economia e delle Finanze Visco e il direttore dell’Agenzia del Demanio Elisabetta Spitz. “Questo protocollo – ha commentato nel corso della conferenza stampa il presidente della Provincia di Roma Enrico Gasbarra – è un ulteriore, importante, contributo che rende più forte la cultura della legalità nel nostro territorio".
Lo scopo del documento è quello di accelerare tutti i processi di riassegnazione e utilizzo dei beni confiscati, e Gasbarra non nasconde l’entusiasmo per l’eccezionale boom della ‘Bottega dei sapori’, piccolo emporio gastronomico inaugurato lo scorso 6 novembre dove si possono acquistare i beni prodotti dalle cooperative assegnatarie dei terreni confiscati alle mafie.
Le cifre parlano da sole: 5 mila visite, 3.840 confezioni alimentari vendute fino al 31 gennaio, di cui 250 chili di pasta, 340 litri d’olio, 250 confezioni di marmellata, 230 di miele e 250 litri di vino ‘Placido Rizzotto’.
“Lo straordinario successo della ‘Bottega dei sapori’ – spiega il presidente della provincia – aperta tre mesi fa a Palazzo Valentini, dimostra che i beni sporcati dalle mafie, possono trasformarsi in affari puliti che creano occupazione, sviluppo e rendono più forte la cultura della legalità. Siamo veramente orgogliosi del sostegno di migliaia di cittadini, italiani e stranieri, che in queste settimane hanno visitato, fatto acquisti e fotografato il negozio dell’associazione Libera".

Ma la capitale non è nuova a questo tipo di iniziative: l’attuale Casa del jazz non è altro che la riconversione della villa del boss Enrico Nicoletti, l’associazione ‘Libera’ di Don Luigi Ciotti ha la sua sede in quello che fu il palazzo di Michele Zaga e una ‘Casa del volontariato’ è nata dall’espropriazione di una bisca clandestina, che vedeva coinvolta sempre la famiglia Nicoletti. E’ sorprendente come dalle ceneri della criminalità possa a volte risorgere una cultura della legalità e della giustizia, e così succede che delle circa 57 unità immobiliari di cui 22 appartamenti, 4 ville o fabbricati e 5 immobili di altro tipo, tra cui addirittura un complesso sportivo, 13 saranno destinati a case famiglia, 11 a emergenze abitative, quattro ad associazioni non lucrative e tre a usi istituzionali del Comune.

L’Agenzia del Demanio avrebbe deciso inoltre di avviare dei progetti territoriali: "Consegneremo questi ‘pacchetti’ soprattutto in città del centro-sud. Al nord toccheremo soltanto Milano – ha dichiarato Elisabetta Spitz – Il protocollo è già sperimentato, da ora in poi sarà tutto più veloce".

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