

Ma "l’operazione è complessa, i tempi si sono allungati all'ipotesi: Luiss alla Magliana"
Quale futuro per Villa Blanc? Sono in molti a chiederselo. L’ odissea della storica villa ottocentesca di via Nomentana 216 pare non abbia fine.
E’ di qualche giorno fa la conferma, da parte dell’assessore al Patrimonio del Comune di Roma Claudio Minelli, dell’ipotesi di «permuta tra la cubatura dell’area comunale sulla Magliana (anche da trasferire in altra zona per realizzarvi il campus dell’università Luiss, attuale proprietaria di Villa Blanc) e la villa ristrutturata (immobili e parco)». Ma a detta dello stesso Minelli «l’operazione rimane complessa, purtroppo i tempi si sono allungati rispetto alle prime ipotesi (Luiss alla Magliana) oggi accantonate».
La vicenda si trascina da anni. La Villa dal 1953 è sottoposta a vincoli ambientali e paesaggistici. Nel 1973 la Società Generale Immobiliare la vende all’Ambasciata dell’allora Germania Federale che intende costruirvi i propri edifici: l’ Immobiliare si sarebbe impegnata a rimuovere i vincoli previsti dal Piano regolatore e che la tutelavano. L’anno successivo dilaga la protesta popolare: comitati di quartiere, urbanisti e architetti scendono in campo per salvare dall’ennesima speculazione quella che ormai è diventata «un simbolo ed una risorsa insostituibile ed irrinunciabile». Alla fine una delibera del comune di Roma dichiara la villa “zona N” (parco pubblico). Risultato? Cancelli comunque chiusi per diciotto anni, fino all’inutile tentativo, nel 1992, dell’allora ministro dei Beni Culturali Alberto Ronchey di acquisire la villa: l’alt arriva da Corte dei Conti e Ministero delle Finanze, per i quali il prezzo d’ acquisto (23 miliardi di vecchie lire più iva) sarebbe eccessivo.
Intanto nel 1997 Villa Blanc passa per 6,5 miliardi di lire all’università privata “Luiss” che successivamente presenta un progetto per trasferirvi la facoltà di Economia ed i relativi servizi, chiedendone il passaggio di destinazione d’uso da Verde pubblico a Servizi.
Nel 2001 il nascente Comitato Villa Blanc è sul piede di guerra: 2200 firme raccolte per evitare la trasformazione della villa in campus universitario e «sollecitare un intervento politico che consenta al pubblico di usufruire per intero delle bellezze artistiche e ambientali di Villa Blanc».
Da allora sono iniziate le trattative tra Giunta capitolina e Luiss per la cessione dell’intera villa al Comune, che sono, appunto, ancora in corso.
Del giugno scorso è la promessa di «immediate azioni di bonifica e tutela dell’area» in seguito all’incontro tra il presidente del III municipio Orlando Corsetti e il direttore generale della Luiss Pierluigi Celli. Giudicate però «inefficaci e approssimative» dal Comitato Villa Blanc, che denuncia anche come i pesanti mezzi da cantiere edile e le sostanze chimiche impiegate abbiano «arrecato ulteriore grave danno al patrimonio ambientale e al decoro urbano».
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