Villa Fassini: il mercatino non si farà. Avanti gli abusivi

Domenica 17 maggio, nuovo nulla di fatto, e paradossalmente - lamentano gli organizzatori - dopo aver pagato tutti i balzelli richiesti, i bolli, i diritti dell'AMA, la tassa per l'occupazione di suolo pubblico ed aver tenuto pulito e curato ininterrottamente il parco
dI Federico Carabetta - 16 Maggio 2015

L’incomprensibile e assurda vicenda del mercatino domenicale di Villa Fassini,  dura ormai da almeno due anni, e non ha fine. Da qui lo sconcerto dell’Associazione Astart, dei suoi aderenti e dei frequentatori del mercatino. Perché a questi e ai cittadini che osservano il Campidoglio è chiaro ormai che chi lo governa, mentre non riesce a debellare l’abusivismo imperversante in tutte le sue varie forme, ce la mette tutta per ostacolare quello che dovrebbe essere il consentito, il lecito. Accade infatti che troppo spesso è l’illecito a prevalere, mentre il legittimo viene mortificato e soffocato.

“Continuiamo a scontrarci contro il muro della burocrazia: domenica 17 maggio, il mercatino perciò non si farà – lamentano gli organizzatori – e paradossalmente dopo aver pagato tutti i balzelli richiesti, i bolli, i diritti dell’AMA, la tassa per l’occupazione di suolo pubblico ed aver tenuto pulito e curato ininterrottamente il parco”:

mercatino libri usatiQuindi domani, domenica, ci sarà nuovamente da una parte avvilito chi rispettoso delle regole non potrà esercitare la sua attività lecita, mentre dall’altra chi, infischiandosi di queste regole eserciterà, invaderà e insozzerà in quel pubblico suolo il cui decoro è stato pagato doppiamente dai primi, e godendo pure di un congruo appannaggio ovviamente offerto dagli stessi cittadini, farà i suoi affari soddisfatto.

Gli organizzatori del mercatino, continuano perciò a disapprovare: la loro associazione, la “Astart” , ha ridato decoro a quel piccolo parco e da 15 anni lo tiene pulito, sicuro e decente, vi ha introdotto un mercatino domenicale ormai storico che richiama numerosi frequentatori da tutta Roma; con il ricavato cura tutto il parco (e non solo la parte utilizzata dagli espositori); cura pure uno spazio ludico per i piccoli; infine e da non sottovalutare, dà lavoro a circa 400 famiglie di disoccupati. Il tutto a costo zero per l’Amministrazione che in più percepisce la tassa per l’occupazione di suolo pubblico mentre anche l’Ama ha la sua parte per lo smaltimento dei rifiuti.
In questo quadro non poteva non esserci il Bastian contrario, chi avversa cioè tutta l’impresa. Un sedicente comitato infatti incolpa il mercatino dell’afflusso di nomadi e delle pecche comuni a questi, quali la sporcizia e la vendita di cose di provenienza dubbia. Anche il trambusto, che si confonde con quello legato al traffico del vicino importante incrocio stradale, viene addebitato al mercatino della discordia.

Il parco, che è l’unica oasi verde tra quell’agglomerato di case, solo per merito dell’Associazione Astart può essere frequentato in sicurezza da persone di tutte le età fin dalla più tenera, che lo trovano ideale per socializzare e svagarsi. In merito ai banchetti del mercatino (tempo permettendo non più di una ottantina), c’è un po’ di tutto, di usato e di relativamente nuovo, di vecchio e qualche volta di antico. Poi, non ci stanchiamo di segnalare, che a pochi soldi, c’è la fornitissima baracchetta dei libri, meritevole di aver svolto, in più di dieci anni , quando nel circondario non era disponibile, le funzioni di biblioteca e bookcrossing e dove i giovani poco abbienti trovavano anche gratuitamente il libro desiderato.

Non vogliamo raccogliere insinuazioni, illazioni e maldicenze. Chiediamo solo  cosa aspettano dunque il municipio e il Campidoglio, a permettere una buona volta e definitivamente in regola questo mercatino.

La Sposa di Maria Pia

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