‘Viva l’Italia’ di Massimiliano Bruno

Una commedia al vetriolo che tra una battuta e l'altra mostra il lato oscuro della politica nazionale
di Maria Giovanna Tarullo - 2 Novembre 2012

Cosa succede se un politico di dubbia moralità viene colpito da una strana malattia che lo costringe sempre a dire la verità? Questo l’incipit della nuova pellicola del regista e attore Massimiliano Bruno che, dopo aver parlato del mondo delle escort in "Nessuno mi può giudicare", questa volta racconta il mondo bugiardo e corrotto della politica.

Protagonista indiscusso l’onorevole Michele Spagnolo, interpretato magistralmente da Michele Placido, esponente del partito "Viva l’Italia (nome che fa il verso al berlusconiano Forza Italia) che predica valori come: lavoro, famiglia e amore per la patria.

Ma Spagnolo non sa che la sua carriera sta per andare in malora quando, mentre è impegnato in una scappatella con la soubrette di turno, finisce in ospedale e gli effetti di questa particolare malattia incominciano a farsi sentire immediatamente. L’onorevole inizia a lanciarsi in sproluqui a ruota libera, sparando a zero sulla sua famiglia e sul partito.
Vittime della malattia dell’on. Spagnolo i tre figli: Susanna (Ambra Angiolini) attrice di scarso talento, Valerio (Alessandro Gassman) in lizza per diventare amministratore delegato dell’azienda gestita dal padre con tanto di raccomandazione in tasca e Riccardo (Raoul Bova) un medico brillante totalmente in disaccordo con la politica del padre.

Attraverso le loro vite Bruno porta alla luce una delle piaghe dell’attuale società ovvero che sia un casting per una fiction di successo o il posto come medico di ruolo in un ospedale a vincere in Italia è sempre "la mediocrità".

"Viva l’Italia" è una commedia al vetriolo che tra una battuta e l’altra riesce a far riflettere lo spettatore mostrando il lato oscuro della politica. Una delle scene più toccanti del film la visita dell’onorevole a L’Aquila, durante la quale confessa a suo figlio di aver incassato delle mazzette per la costruzione di una delle palazzine crollate.

Massimiliano Bruno bissa il successo del primo film e non delude il pubblico, una sceneggiatura ben costruita e un cast azzeccatissimo fanno di questa pellicola un manifesto indiscusso dell’Italia di oggi.

Oltre al cast principale un plauso va anche agli straordinari attori che fanno da contorno come Edoardo Leo nei panni di un aspirante attore, Sarah Felberbaum una donna delle pulizie di periferia e Rocco Papaleo il manager di Susanna Spagnolo.

Un film da vedere con la speranza che una volta usciti dalla sala ognuno di noi pretenda di sentirsi dire la verità da chi ci governa, senza più essere schiavi di un paese corrotto e mediocre.


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