

Per un cambio di prospettiva sociale davanti ai drammi della nostra società
EWA (Empowerment Women Antiviolence) questo il nome del progetto che sarà presentato, alle ore 11, di mercoledì 18 marzo nella Sala Consiglio del Municipio XV. Con questa iniziativa verrà dato il via ad uno specifico sportello municipale Antiviolenza, che si occuperà dell’accoglienza di donne sole o con minori, vittime di violenza.
Il Municipio, insieme con Differenza Donna, l’associazione che gestisce i centri antiviolenza finanziati da Solidea, ha infatti vinto il bando regionale “Bene in comune” che permetterà di intervenire con competenza anche a livello locale. La gestione di tali problematiche era finora di competenza della Regione Lazio, oggi delegando anche ai municipi, si potrà controllare e quindi agire più da vicino e in maniera più diretta.
All’appuntamento saranno presenti il consulente del presidente della Regione Lazio per i Diritti di Genere, Cecilia D’Elia, Elisa Ercoli, presidente dell’associazione Differenza Donna, Erica Battaglia, presidente della Commissione Politiche Sociali e Sara Martorano, presidente della Commissne Pari Opportunità. Non mancheranno i rappresentanti amministrativi Michela Ottavi, assessore alle Politiche Sociali e il presidente del Municipio XV, Daniele Torquati.
“Siamo molto soddisfatte – dichiarano la Ottavi e la Martorano – di poter proseguire il lavoro intrapreso sulle politiche di genere, con l’apertura di uno sportello anti violenza che riuscirà a dare risposte concrete e qualificate alle donne del nostro territorio”.
Il programma del progetto è ben definito. Si partirà con una preliminare indagine per monitorare in linea di massima, da quali pregiudizi e stereotipi sono generati i disagi delle donne, per proseguire con un’azione concreta a maggio, con l’apertura dello sportello. Gli interventi di risposta ad ogni tipo di esigenza, si baseranno molto sull’esperienza già acquisita da Differenza Donna, ormai attiva da oltre un decennio sul territorio romano.
L’obiettivo è quello di creare una formazione che spinga a cambiare quella prospettiva con cui tutta la rete di servizi affronta i problemi, spesso drammatici, di genere, coinvolgendo, attraverso proposte innovative, tutto il mondo sociale in una sinergia di azioni volte allo stesso scopo: aiutare chi è in difficoltà e non riesce a rialzarsi da solo.
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