ZERO – Inchiesta sull’11 settembre presentato all’XI Municipio

Intervista a Giuglietto Chiesa. Chiunque può diventare "azionista del film"
di Cristina Colaninno - 9 Giugno 2007
E’ stato presentato il primo giugno presso il Centro Congressi della Fondazione Santa Lucia "ZERO – Inchiesta sull’11 settembre" (in prossima uscita nelle sale cinematografiche) di Giulietto Chiesa e Franco Fracassi. L’associazione "MEGACHIP Democrazia nella comunicazione" e TPF Telemaco, in collaborazione con il Municipio di Roma XI hanno esposto il progetto di associazione in partecipazione al film documentario.    I 30 minuti di proiezione previsti non sono certamente qualcosa di “già sentito” sull’11 settembre. “Zero” è frutto di un’indagine giornalistica che auspicabilmente verrà distribuito in tutto il mondo e che si prefigge di demolire la versione ufficiale che è stata offerta al pubblico rispetto a quanto accadde l’11 settembre al paese che, secondo il suo stesso presidente, era “il meglio difeso al mondo”.   Abbiamo incontrato Giulietto Chiesa al quale abbiamo chiesto perché il film si intitola Zero e quali interrogativi vengono sollevati? “Questo film intende ripartire da ZERO per ricostruire le dinamiche di quel giorno fatidico. Non si abbraccia una tesi ben precisa ma, piuttosto, si esplicita una richiesta: l’istituzione di una commissione d’indagine internazionale per colmare le molte lacune della versione ufficiale dei fatti. Ho approfondito il lavoro iniziato con il libro “La guerra infinita” scrito con la collaborazione di un gruppo di lavoro che mi ha supportato anche in questa seconda esperienza. La nostra è un’inchiesta giornalistica rigorosa, costruita con interviste girate in tutto il mondo ad esperti, scienziati, giornalisti, politici e testimoni; immagini di repertorio inedite ed esclusive; documenti ufficiali; ricostruzioni in computer grafica; cartoni animati, animazioni in 2D e 3D.    Il film è diviso in sei capitoli ideali: Come e perché sono crollate le torri gemelle e l’edificio 7 del World Trade Center? Che cosa è accaduto al Pentagono? Com’è possibile che la difesa aerea più potente del mondo l’11 settembre non ha funzionato in nessun suo elemento, senza che in seguito nessuno sia stato incolpato per l’accaduto? Chi sono e come hanno agito i dirottatori? Erano in grado di pilotare i Boeing? Cos’è al Qaida e quali legami aveva con i servizi statunitensi l’11 settembre 2001? Perché le indagini precedenti all’11 settembre sono state bloccate dai vertici del Fbi e perché le indagini successive alle stragi si sono concluse dopo due soli giorni?   
Quindi secondo voi la versione ufficiale manca di chiarezza in più di qualche punto. Quanti per la precisione? “Precisamente sono 212 le bugie che sono state raccontate e la domanda che noi ci poniamo è PERCHE’. L’11 settembre, è stato assaltato dal cielo il cuore dell’America e 3000 cittadini americani inermi sono stati uccisi nelle loro città. Secondo la versione ufficiale, la tragedia è stata il risultato di un’operazione condotta con successo da diciannove dilettanti di origine araba, comandati da un uomo che vive in una caverna afgana. Secondo la versione ufficiale, frutto di una frettolosa e lacunosa inchiesta, la responsabilità della mancata difesa del territorio non è della catena di comando civile e militare, che è stata vittima incolpevole di una serie imprevedibile di casualità e coincidenze. E’ una spiegazione non credibile. Restano perciò due possibili spiegazioni: o l’inefficienza e la negligenza, o la complicità. Quando gli Stati Uniti furono attaccati a Pearl Harbor, dove persero la vita 2341 militari e 68 civili, sulla base di ben otto inchieste furono puniti e rimossi per la negligenza il generale Walter Short, comandante dell’esercito della difesa delle Hawaii, e l’ammiraglio Husband Kimmel, comandante in capo della Flotta del Pacifico. Dopo la catastrofe dell’11 settembre, nessuno – né il ministro della Difesa Rumsfeld, né i responsabili del controllo civile e della difesa aerea – è stato punito né rimosso, ciò significa che nella catena di comando, secondo la tesi ufficiale, non c’è stata inefficienza né negligenza. Quindi non resta che una ragionevole spiegazione: l’11 settembre, la catena di comando della difesa era stata disattivata. A tutto questo si è aggiunta una troppo superficiale investigazione e un’insufficiente condivisione di informazioni.” Come avete portato avanti il vostro lavoro di ricerca? “Il gruppo di lavoro ha cercato e intervistato i più autorevoli ingegneri che hanno spiegato come il crollo pressoché immediato delle Twin Towers, così come lo abbiamo visto, fosse del tutto impossibile; abbiamo contattato i testimoni, quelli che si trovavano all’interno della struttura e quelli che erano accorsi in aiuto. Nei frammenti che abbiamo visto questo pomeriggio è presente la testimonianza di William Rodriguez un uomo che ha lavorato per 20 anni alla manutenzione del World Trade Center. 
L’11 settembre ha salvato la vita a molte persone ed è stato l’ultimo superstite del crollo ad essere estratto dalle macerie. Per i suoi atti di eroismo è stato ospite alla Casa Bianca per ben cinque volte e il Parlamento di Porto Rico, sua Nazione di origine, lo ha insignito del Premio Eroe Nazionale per il coraggio dimostrato. Tuttavia la sua testimonianza va contro ogni ricostruzione ufficiale, ed è stata completamente ignorata dalla Commissione 9/11. Inoltre sono presenti nel film gli interventi di Dario Fo, Moni Ovadia e Lella Costa che arricchiscono la narrazione. Insomma si parla di moltissimo materiale, siete riusciti a sintetizzarlo integralmente? No, ZERO è una grossa parte del lavoro svolto ma uscirà a breve un libro che conterrà i dettagli dell’inchiesta che abbiamo condotto insieme ad un dvd intitolato Note a piè di pagina. Un’operazione multimediale pensata per portare avanti una ricerca collettiva, il cui obiettivo sarà di produrre una serie di iniziative informative multimediali, capaci di raggiungere in primo luogo il pubblico specialistico e i giornalisti. Una serie di verifiche preliminari ci consente di affermare che il livello d’informazione attorno a questo evento e alle sue implicazioni è estremamente basso perfino ai livelli delle decisioni politiche e dei luoghi dove l’informazione viene elaborata.   Come pensate di garantire l’indipendenza del film? Per garantire l’indipendenza e per riuscire a portarlo al cinema anche senza il sostegno di grandi produzioni, abbiamo deciso di aprire la proprietà del film al pubblico. Chiunque può acquistare un pezzetto del film in lavorazione, contribuendo col proprio denaro a portarlo nelle sale, e allo stesso tempo assicurandosi una fetta dei guadagni che il film realizzerà.   Come DIVENTARE COPRODUTTORI e CONTRIBUIRE – E’ possibile fare versamenti a fondo perduto, usando Paypal e la carta di credito. – E’ possibile diventare COPRODUTTORI a tutti gli effetti, versando 500 euro o multipli di 500 euro. – E’ possibile acquistare percentuali di quote, investendo minimo 100 euro;  
Nel dettaglio:  1 – Il 100% del film vale 500.000 €. Tale ammontare è suddiviso in 1.000 quote da 500 €, che corrispondono ognuna allo 0,1% del totale. Per partecipare alla produzione, essere COPRODUTTORI, bisogna versare almeno 500 € o multipli di 500 €. I coproduttori partecipano ai guadagni complessivi del film in proporzione alla percentuale acquistata. 2 – Chi investe tra i 100 e i 500 euro acquisterà una percentuale di quota (ad es. 100 euro sono il 20% di una quota) 
3 – Chiunque verserà meno di 100 euro lo farà a titolo di donazione a fondo perduto. 

Per partecipare si può scrivere a: coproduzione@zerofilm.it Tutte le info su www.zerofilm.it TPF Telemaco è una società di produzione fondata da Thomas Torelli e Franco Fracassi nel 2003 a Roma, con l’intento di produrre documentari indipendenti, privilegiando argomenti di natura sociale, storica, politica, culturale e dando voce e spazio a nuovi e giovani autori. La società lavora principalmente su progetti e documentari con un alto valore e spesso collabora con Xtend società che lavora nel campo della produzione e della postproduzione investeno in tecnologie all’avanguardia e puntando sui giovani talenti. Megachip invece è stata fondata da Giulietto Chiesa come si legge sul sito:”si impegna per creare le condizioni legislative, culturali e ambientali che favoriscano la partecipazione dei cittadini e il loro controllo democratico su tutte le forme di comunicazione sociale. Diffonde e promuove iniziative di alfabetizzazione di massa ai linguaggi comunicativi. Sostiene il principio del diritto fondamentale ad una informazione libera, plurale, ispirata ai principi della Costituzione, e di una comunicazione (incluse tutte le forme di intrattenimento) che sia rispettosa dei diritti dell’infanzia, della dignità individuale e collettiva. Offre un punto di riferimento, di appoggio e di organizzazione a tutti gli operatori dell’informazione – comunicazione, per sostenere e difendere i loro diritti, per incentivare l’esercizio di una corretta deontologia professionale, per difendere la libertà di espressione e i diritti che la rendono possibile”.

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