

Sono passati trentatrè anni dall’assalto alla Moneda di Pinochet
A Santiago, l’11 settembre del 1973, una fredda mattina d’inizio primavera, le forze armate cilene, capeggiate dal generale Pinochet e foraggiate dal governo Usa, instauravano una Giunta militare rovesciando il governo legittimo di Salvador Allende. Sono passati trentatrè anni da quel golpe sanguinario. Dispiace pensare che le giovani generazioni, ormai distratte dal cosiddetto benessere neo liberista, non sappiano nemmeno chi fosse Salvador Allende. Per fortuna lo sanno i ragazzi cileni. Almeno quelli che vivono nelle periferie povere di Santiago o Valparaiso, nell’isola di Chiloé o nei paesi minerari dell’Atacama. E benché, per ragioni anagrafiche, non l’abbiano conosciuto, scendono lo stesso in piazza ogni 11 settembre a urlare la loro rabbia . Perchè il regime militare che da quel giorno s’insediò con la forza alla Moneda si è reso responsabile dell’assassinio di decine di migliaia di persone (trentamila nei primi sei mesi di regime), di torture atroci inflitte ai “prigionieri” calpestandone ogni dignità, di un infernale rete di campi di “concentramento” , dell’esilio di un milione di cileni, di migliaia di deparecidos che non hanno fatto più ritorno nelle loro case.
Il regista e cantante Victor Jara viene ucciso nello stadio-lager di Santiago. Luis Sepulveda subisce prima il carcere, poi la tortura e l’esilio. Pablo Neruda, collaboratore di Allende dopo il suo rientro in patria dal precedente esilio, non resiste alla dittatura e muore lo stesso anno.
Ricorda lo scrittore cileno Jaime Riera Reheren che “la resistenza divenne subito un gesto, una morte simbolica”. Oltre agli intellettuali furono i cileni umili, gli operai, i contadini a pagare il prezzo più alto della repressione, anche perché essa si affrettò a ripristinare un modello di rapporti sociali ed economici fondato su sfruttamento e autoritarismo. Per alcuni (ed è vero) la sua brutalità servì a misurare la profondità del cambiamento operato dal governo di Unidad Popular, la sua via democratica al socialismo, la rivoluzione pacifica con empanada y el vino tinto.
Oggi, la nemesi della storia ci ha fatto conoscere un altro 11 settembre. Noi abbiamo il dovere di ricordare entrambi.
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