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Approvato l'emendamento dei tre parlamentari Pdl-An. La norma operativa dal 1 gennaio 2010 per le carte di nuova emissione

Le commissioni Bilancio e Finanze hanno approvato il 15 luglio 2008 l’emendamento presentato dai deputati del PdL-Alleanza nazionale Marco Marsilio, Fabio Rampelli e Massimo Corsaro per inserire nelle carte d’identità anche le impronte digitali. La norma diventerà operativa dal 1 gennaio 2010 per le carte di nuova emissione.

«Grazie a questa norma – dichiara Marsilio – è stata spazzata via la strumentale e demagogica polemica montata contro il governo in merito alla vicenda delle impronte ai minori nomadi. Questo provvedimento equipara tutti i cittadini nell’esigenza di rendere disponibili tutte le più moderne tecnologie per garantire la sicurezza e rendere certa e inequivocabile l’identificazione delle persone. Siamo soddisfatti perché, dopo settimane di stucchevoli discussioni, il centrodestra ha dimostrato di non voler fare nessun passo indietro, ma al contrario ha fatto un passo avanti verso la sicurezza e la legalità approvando il nostro emendamento».

«Il buon senso e la ragionevolezza della proposta – sottolinea Rampelli – è stato tale da far convergere sul testo anche deputati del centrosinistra che si sono accodati all’emendamento nonostante ci abbiano attaccati più volte quando abbiamo lanciato la proposta. E il tentativo di oggi del Pd di attribuirsene la paternità è quantomeno patetico».

«Con questa iniziativa – aggiunge Corsaro – abbiamo dimostrato che non c’è alcun intento persecutorio verso alcune categorie di cittadini e siamo convinti che l’archivio tecnologico delle impronte digitali verrà accolto con favore dalla stragrande maggioranza dei cittadini onesti che non avvertirà questa innovazione come una costrizione o una limitazione della libertà personale, ma la interpreterà correttamente come un contributo al controllo del territorio e al mantenimento della sicurezza da parte delle Istituzioni».

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