A piazza Navona contro la ‘legge bavaglio’

Lo scorso 1 luglio decine di migliaia di persone in piazza, per dire NO alla legge contro le intercettazioni

Metti un giorno a Roma 50 mila cittadini in uno degli angoli più belli della capitale, tra il giallo dei “post-it”, passando per il viola del suo popolo, fino ai colori del tricolore italiano.
Aggiungi un palco con ospiti importanti e momenti toccanti, come quando Ottavia Piccolo legge segmenti dei libri dossier di Anna Politkovskaja, la giornalista russa assassinata nel 2006.

Quando la politica decide di forzare, il popolo scende in piazza, e lo fa con passione, per non permettere che una delle leggi censura dell’attuale Governo, trovi la sua approvazione il prossimo 29 luglio, il giorno che si voterà alla Camera dei Deputati.

Una piazza gremita, che dalle 17 ha visto arrivare tanti liberi cittadini, di tanti colori, dai partiti dell’opposizione, passando per le forze extraparlamentari, fino ai Movimenti, quali il Movimento a 5 stelle di Beppe Grillo e il Movimento per Roma di Michele Baldi.

Il caldo non ha fermato l’onda, anzi. Gianfranco Mascia, leader del popolo viola, ha ricordato ai partecipanti che “questa sarà la prima manifestazione di una lunga estate calda. Chi di voi è disponibile a scendere in piazza anche a fine luglio, prima della votazione?”. Da lì quasi unanimità di braccia alzate, per testimoniare il proprio secco NO alla legge vergogna.

Tra i vari interventi dal palco, da Curzio Maltese, a Dario Fo, in collegamento telefonico, fino a Roberto Saviano, tutti sulla stessa linea, appare quasi stravagante l’apparizione in piazza di Patrizia D’Addario, la “escort” del presidente Silvio Berlusconi, accolta dai fischi dei partecipanti. Anche lei però ha voluto portare la sua esperienza e, invitata dal popolo viola, ribadisce anche lei il concetto fondamentale della “libertà di stampa”.

E se lo dice lei…

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