

Una nostra indagine mette a nudo i “buoni propositi” del Comune
Visto il protocollo d’intesa per l’aumento delle imprese “rosa” a Roma, siglato lunedì 9 ottobre dal sindaco Veltroni e dal presidente degli industriali romani Abete, ma soprattutto convinti degli sforzi che l’Amministrazione capitolina sta compiendo sul fronte delle “pari opportunità, ci aspettavamo un esito davvero diverso dalla nostra indagine. Quando Veltroni ha detto che nei consigli d’amministrazione delle aziende pubbliche la rappresentanza delle donne è passata da tre a diciotto ha detto una verità inconfutabile. A quel punto, però, ciò che più ci incuriosiva era svolgere un’indagine sulla composizione dei vertici delle aziende comunali. E allora la verità, quella “globale”, è diventata di colpo un’altra. Vediamo perché.
Nelle 23 aziende del Comune di Roma che abbiamo preso in esame (quelle più importanti) risulta un solo presidente donna. Si tratta della dottoressa Daria Luciani, presidente della Società consortile per azioni Car (Centro agroalimentare romano), che già ricopre un posto di dirigente (a tempo determinato) presso il XV Dipartimento del Comune di Roma. Per il resto, le S.p.A. Acea, Ama, Multiservizi, Trambus, Eur, Fiera di Roma, Cif, Roma Entrate, Gemma, Metro, Atac, Atac-Sta, le s.r.l. Zetema progetto cultura, Roma metropolitane e Servizi Azionista Roma, la mutua Assicurazione di Roma, le fondazioni Bioparco, Musica per Roma e Gioventù Digitale, le aziende speciali Farmacap e Palaexpo, l’ Agenzia per le tossicodipendenze, recano tutte un marchio presidenziale rigorosamente maschile.
Se nei consigli d’amministrazione le cose per le donne vanno un po’ meglio, a livello di amministratori delegati o di direzione generale la musica è la stessa: quattro in tutto. Un’amministratrice delegata nella S.p.A. Multiservizi (la dottoressa Claudia Giuliani), un’altra nella S.p.A. Cif (l’ex assessore comunale Maria Pia Marchetti), una direttrice generale nell’azienda speciale Palaexpo (la dottoressa Rossana Rummo), una direttrice generale nella fondazione Gioventù Digitale (dottoressa Mirta Michilli).
Chissà perché, ci viene in mente la prima donna vigile urbano a Roma, tale signora Gasperini, assunta nel settembre del 1971, che l’anno prima osò sfidare tutti e tutto presentandosi al concorso, unica donna tra cinquemila uomini, vincendolo. Non sappiamo se la signora sia in pensione o ancora in servizio. In ogni caso tutte le donne, anche quelle che non lavorano, oggi le debbono qualcosa. I tempi cambiano, è vero, ma sempre molto lentamente.
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