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A rischio chiusura la Biblioteca di Ponte di Nona

Il 16 luglio 2007 il centro è stato chiuso per mancanza di fondi e rischia di non riaprire più

A poco più di un anno dall’inaugurazione rischia di chiudere definitivamente, per mancanza di fondi, la Biblioteca di Ponte di Nona, ideata e gestita direttamente da ex detenuti del carcere di Rebibbia.

La struttura, gestita dall’Associazione Papillon Rebibbia, rappresenta la riqualificazione di un quartiere sprovvisto di locali o eventi culturali e contribuisce al reinseimento sociale di ex-detenuti.

Oltre ad offrire ai cittadini migliaia di volumi, cd, dvd e videocassette inseriti peraltro nella prestigiosa rete delle biblioteche della Sapienza, il "Casale Rosso" ha funzionato come un vero e proprio polo culturale promuovendo iniziative a favore di bambini, adolescenti e anziani.

Lo scorso 16 luglio il centro è stato chiuso per mancanza di fondi e oggi rischia di non riaprire più a causa del disinteresse generale.

«All’inaugurazione del 23 giugno dello scorso anno erano presenti numerosi politici tra cui Bertinotti, Gasbarra, l’assessore comunale al patrimonio, Minelli, ed il presidente del Municipio, Scorzoni – denuncia Vittorio Antonini, responsabile della biblioteca – Si fecero tanti bei discorsi ma oggi nessun aiuto arriva né dal Comune né dalla Regione e siamo costretti a chiudere».

Un grido d’allarme per una biblioteca che, allestita con le donazioni di centinaia di cittadini, è nata per portare un po’ di cultura anche all’estrema periferia di Roma ma che, oggi, rischia di morire nell’indifferenza.

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