

All’esame del Consiglio comunale un nuovo modo di calcolare il prodotto interno lordo
Il 14 settembre dopo la pausa estiva è tornato a riunirsi il Consiglio comunale. Tra i numerosi impegni che attendono l’assemblea capitolina (primo su tutti il bilancio 2007) ci sembra importante sottolinearne uno: quello di dare seguito all’ordine del giorno sulla cosiddetta “rendicontazione sociale”, votato in agosto, prima della chiusura dei lavori.
Ma di cosa si tratta esattamente? Di un nuovo modo di calcolare il Pil: un modo che tiene finalmente conto dei fattori connessi con la qualità sociale ed ecologica dello sviluppo. Che sono gli investimenti nella riduzione delle disuguaglianze e della povertà, il tasso di accesso e la qualità dei servizi sociali, dell’istruzione, della sanità , delle politiche della casa e del lavoro, delle offerte e delle funzioni culturali e sociali.
In effetti, oggi, lo sviluppo dei paesi viene valutato e orientato in modo fuorviante da un Pil che non tiene conto della centralità e realizzazione di obiettivi economici, sociali e ambientali. Un Pil che viene calcolato in base ad indicatori di prevalente carattere economico (inflazione, tasso di produttività e così via) che riflettono solo parzialmente il grado di benessere sociale, di uguaglianza, di cultura. Per recuperare questo deficit, anche culturale, occorre adottare nuovi parametri che mettano al centro le persone, i loro bisogni (vecchi e nuovi), le loro aspirazioni. In altre parole significa inserire la qualità della vita nella “contabilità” del proprio territorio e, da qui, nello sviluppo socio-.culturale-economico della sua area metropolitana.
Dobbiamo riconoscere che l’Amministrazione comunale, con la sua politica e le sue scelte, sembra determinata nella volontà di attuare questi nuovi indirizzi, cui peraltro si richiamano molte istituzioni delle Nazioni Unite (in documenti, summit mondiali), specie quando invocano la necessità di uno sviluppo umano e sostenibile. Ne sono prova le grandi novità del Piano Regolatore Generale con l’adozione della Carta della Qualità Sociale e del Piano Regolatore Sociale.
Il citato ordine del giorno, collegato alla proposta di deliberazione n.343/94, impegna l’assessore al Bilancio e gli assessori alle politiche culturali, sociali e ambientali ad istituire un gruppo di lavoro che elabori, entro giugno 2007, una proposta da inserire nel prossimo Rapporto sull’economia romana. Chissà che il bilancio comunale non “contabilizzi” , già dal 2008, la qualità sociale, culturale, formativa ed ecologica?
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.