

19 blocchi d'acciaio a formare la "Foresta d'acciaio"
Foto: Ansa
Non solo fiction e commemorazioni a ricordare le vittime dell’attentato del 12 novembre 2003, alla base militare di Nassiriya, in cui morirono 19 carabinieri. Il 30 marzo 2008 si è tenuta inaugurazione del monumento alla loro memoria, eretto nel parco Schuster, davanti alla basilica di San Paolo dove si svolsero i funerali solenni delle vittime il 18 novembre 2003. I pilastri, diciannove blocchi d’acciaio che compongono il monumento denominato la "Foresta d’acciaio", attraversato da uno stretto sentiero e circondato da una lunga seduta in marmo bianco, è stato progettato dallo scultore Giuseppe Spagnulo e da un team di architetti tra cui il celebre Lucio Agazzi.
Ai lati del monumento due lapidi, una dedicata ai caduti di Nassiriya, citati per nome, e un’ altra alle vittime "in Iraq 2003-2006", militari e civili, come il giornalista Enzo Baldoni e la guardia privata Fabrizio Qattrocchi. Nella stessa lapide anche il nome del funzionario del Sismi Nicola Calipari.
Erano presenti all’inaugurazione oltre alle autorità militari e ai familiari delle vittime, il ministro ai Beni culturali Francesco Rutelli, della Difesa Arturo Parisi, il comandante generale dell’Arma dei carabinieri Gianfrancesco Siazzu, il commissario straordinario del Comune di Roma Mario Morcone, il commissario straordinario alla Provincia di Roma Troise Zotta e il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. A loro si sono aggiunte centinaia di persone, radunate di fronte alla chiesa, per partecipare all’inaugurazione della scultura nei pressi della quale è stata deposta, anche, una corona con il Tricolore.
Il ministro Rutelli, soddisfatto della realizzazione dell’opera, ha sottolineato la necessità di assicurarne la cura e la manutenzione mentre il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha inviato al ministro della Difesa Arturo Parisi un messaggio "di riconoscenza a quanti si sono sacrificati nell’assolvimento del loro dovere stringendo idealmente, in un commosso abbraccio, le loro famiglie". Ma ha anche ricordato che l’Italia è "parte attiva e convinta" alle missioni promosse dalle organizzazioni internazionali.
"L’impegno delle nostre Forze Armate – ha dichiarato nel messaggio Napolitano- costituiscono un motivo di orgoglio per tutta la comunità nazionale". "Quell’impegno e il modo in cui lo assolvono, per loro scelta e con straordinaria dedizione, i nostri militari, ha procurato all’Italia riconoscimenti di grande valore da parte dei nostri alleati e delle popolazioni interessate. Viene di qui il sentimento di profonda gratitudine che in questa occasione torno ad esprimere per tutti coloro che ne sono stati partecipi fino al supremo sacrificio della vita".
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