A scuola con gli sponsor

Durastante (PD): "sponsorizzazioni arredi uguale a televendita dell'istruzione"
Enzo Luciani - 11 Ottobre 2010

La crisi arriva anche nelle scuole ancora più al verde dopo i tagli della riforma Gelmini. Per correre ai ripari amministratori e dirigenti scolastici hanno aperto agli sponsor. 

Il caso più eclatante quello della Provincia di Barletta-Andria-Trani. L’ Assessore all’Istruzione, Pompeo Camero, ha lanciato il bando “Dedicare i banchi”, rivolto agli esercenti e imprenditori interessati ad apporre il proprio sponsor su una sedia o un banco pagando 69 euro. Gli istituti scolastici finanzierebbe in questo modo l’acquisto di materiale didattico.

Un caso non isolato che ha visto anche altri simili episodi a Cervignano d’Adda (Lodi) dove è stato emesso un avviso di sponsorizzazione per la fornitura dell’arredamento in una nuova scuola primaria e a Pisa, dove il Consiglio di Istituto ha autorizzato la pubblicità dei corsi di una scuola privata tra gli sponsor inseriti nel diario contenente il libretto delle giustificazioni.

Ora l’idea sbarca anche a Roma, in alcune scuole del I Municipio. «All’inizio dell’anno – spiega il presidente del municipio Orlando Corsetti (Pd) – la situazione era disastrosa: in alcune scuole del territorio non c’erano banchi, i bambini non sapevano dove sedersi e i fondi comunali erano insufficienti per far fronte a questa urgenza. Così ci siamo autorganizzati».

"Prima della ricreazione, un giorno, i professori lanceranno i consigli per gli acquisti. Se andiamo avanti così, ci converrà mandare i nostri figli direttamente a scuola all’Ikea". Commenta così Domenico Durastante vice presidente della commissione scuola del Pd, del Municipio XII.

"Queste iniziative di corredare gli arredi scolastici con sponsor, finisce per svilire il senso della scuola pubblica. Cercare provati finanziatori, non può sollevare il governo e le istituzioni preposte dai loro compiti istituzionali. Che faremo quando una marca di profilattici deciderà di sponsorizzare un’intero liceo della capitale? Se ci appelleremo all’etica, saremo ipocriti, perchè l’ora di ribellarsi a questo mercimonio del bene pubblico è adesso".


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti