

Inaugurata il 5 settembre dal sindaco Walter Veltroni
Roma è il primo comune in Italia ad aver realizzato una struttura per accogliere i malati in coma persistente che non possono essere assistiti a domicilio.
Si chiama Casa Iride. E’ in via di Torre Spaccata, è stata realizzata dal Comune di Roma in collaborazione con l’assessorato regionale alla Sanità e la Asl Rm-B, grazie anche al contributo del consorzio Gros e della società Sapio Life.
La casa può ospitare al massimo sette pazienti con i rispettivi familiari, che potranno essere vicino ai loro cari 24 ore su 24. Completano la struttura degli spazi comuni dedicati alla fisioterapia e ad altre attività in comune. Casa Iride, oltre ad essere un centro di accoglienza e cura, vuol essere anche un punto di orientamento con uno sportello – gestito dall’associazione Risveglio – in grado di fornire informazioni specifiche e competenti a tutti colori su trovano ad assistere a casa i propri cari in coma vegetativo.
La struttura sanitaria è stata inaugurata il 5 settembre dal sindaco, Walter Veltroni, dall’assessore regionale alla Sanità, Augusto Battaglia, dall’assessore capitolino alle Politiche sociali, Raffaela Milano e dal direttore della Asl Rm-B, Floride Grassi, alla presenza dei delegati del sindaco Ileana Argentin e Alberto D’Amato.
«È il primo esperimento romano di questo tipo e spero che apra la strada a tanti altri – ha detto il sindaco Veltroni – in Italia ci sono molte ospedalizzazioni che potrebbero essere evitate, portando un beneficio economico al sistema sanitario e ai pazienti».
“Casa Iride” nasce con l’obiettivo di creare per questa complessa e delicata tipologia di pazienti un ambiente familiare e, per questo motivo, i parenti potranno rimanere nel centro senza andare incontro a problemi di orario: avranno libero accesso 24 ore su 24.
«Gradualmente, la Asl Rm-B assegnerà i posti scegliendo i degenti in tutto il territorio cittadino sulla base di bisogni sanitari e sociali – ha spiegato l’assessore Milano – in particolare quattro posti sono stabili, due verranno destinati alla domiciliazione temporanea (massimo tre mesi) e un posto di “sollievo” potrà essere occupato al massimo per un mese. L’équipe sanitaria è messa a disposizione dalla Asl Rm-B».
L’assessore Battaglia ha sottolineato che c’è bisogno di «rafforzare i percorsi di inserimento ed assistenza per chi non riesce ad uscire dallo stato vegetativo». «Dai dati Asp – spiega Battaglia – risulta che nel 2006 sono stati registrati 247 casi di coma profondo e 29 di stato vegetativo. Nel primo trimestre del 2007 rispettivamente 59 e 6».
«Questa è una iniziativa – ha dichiarato Veltroni durante l’inaugurazione – in cui hanno funzionato diversi aspetti e la rete tra le istituzioni. Era necessario accendere i riflettori su una situazione ai margini perchè anche se ci fosse solo una persona a vivere in stato vegetativo, per noi sarebbe un problema. Spero che questa iniziativa sia presa ad esempio a livello nazionale perchè è necessario fare tutto quello che si può fare».
Verrà inoltre attivato, a partire dall’11 settembre, uno sportello di sostegno alle famiglie, gestito dall’associazione “Risveglio” e contattabile attraverso il numero 060606, ogni martedì e giovedì dalle 9.30 alle 13.
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