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Accademia delle Belle Arti in via dei Larici al Quarticciolo?

Per i consiglieri capitolini Battaglia e Ferrari (Ulivo per Veltroni) è un'ipotesi da valutare con molta attenzione

I consiglieri Pino Battaglia (capogruppo dell’Ulivo per Veltroni) e Alfredo Ferrari (Presidente della Commissione Scuola) in un comunicato stampa, improntato alla cautela, diffuso l’11 gennaio hanno hanno commentato la proposta di destinare una parte dei capannoni ex teatro dell’Opera di via dei Larici all’Accademia di Belle Arti, affermando: “L’dea di trasferire una succursale dell’Accademia delle Belle Arti nell’area ex teatro dell’opera è una idea interessante ma che non può essere avulsa dal già avviato progetto complessivo di riqualificazione dell’intero quadrante.”.

“L’area interessata – hanno proseguito Battaglia e Ferrari – è inserita in un progetto generale che fa perno sull’ex centro carni, un progetto la cui definizione è affidata a Risorse per Roma con la diretta partecipazione del Municipio, tesa a sviluppare un’area in maniera omogenea e in sincronia con le peculiarità e i bisogni del territorio. Teniamo presente che tutta la zona all’incrocio tra la Togliatti e la Prenestina è l’unica interamente di proprietà comunale; l’amministrazione ha perciò una possibilità concreta per reperire risorse economiche da destinare alla collettività e, allo stesso tempo, può delineare le linee guida di sviluppo, nell’ottica di una città policentrica, con un equilibrio nuovo tra centro e periferia, dove gli insediamenti di qualità destinati alla cultura, alla amministrazione pubblica, alla socialità, al verde, abbiano un ruolo centrale.

“In questo quadro – hanno continuato i due esponenti dell’Ulivo – la proposta da parte delle Belle Arti sembra inserirsi a pieno titolo ma, da un lato, senza destinare investimenti e, dall’altro, senza guardare all’assetto generale e alle prospettive di sviluppo del territorio.”

“Niente fughe in avanti – hanno concluso – il progetto è complesso e avrà ricadute notevoli su tutto il quadrante est della città, un’occasione di sviluppo e utilizzo di risorse fresche che richiederà anche del tempo ma sicuramente ci porterà in linea con la filosofia del nuovo Piano Regolatore.”

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