

Percorsi di cittadinanza attiva
Si è tenuta nel pomeriggio del 5 aprile, presso la sala consiliare del Municipio XI, la presentazione pubblica dell’Agenzia diritti e nuova cittadinanza. Si è parlato delle politiche sociali, che, in Italia con la legge 328, hanno avuto una occasione importante per quanto riguarda la definizione dei suoi obiettivi strategici.
Sono intervenuti, Gianluca Peciola, assessore alla casa Municipio XI; Livio Ciappetta, Fabrizio Nizi rappresentante dell’Agenzia Diritti di Cinecittà; Sergio Giovagnoli Arci Solidarietà Lazio Onlus; Sara Di Loreto responsabile Servizio Sociale del municipio; Valentina Crivellari di ACTIon XI; Luciano Ummarino Consigliere Delegato al Bilancio Partecipativo.
Integrazione socio-sanitaria, partecipazione sociale, coinvolgimento della società civile nella definizione di un nuovo welfare locale comunitario: questi i principali assi su cui l’Ente locale è stato chiamato a esprimere scelte politiche. Da utenti a co-protagonisti del cambiameto individuale e collettivo: è questa la scommessa principale delle politiche di “protezione sociale” del Municipio XI.
E’ stato deciso di incentrarsi sulle tematiche relative ai diritti, alla loro tutela, ma soprattutto ai percorsi avviati dall’ente locale, insieme ai cittadini, per individuare in maniera condivisa i percorsi sociali e politici per la loro effettiva esigibilità. Percorsi che progressivamente devono mettere in discussione l’impianto paternalistico dei servizi alla persona, verso una idea di welfare in cui i valori e le pratiche della reciprocità, di auto-aiuto, della partecipazione comunitaria costiutiscano il terreno quotidiano sul quale affrontare i dolori sociali, le nuove solitudini, la frantumazione delle reti locali provocate dalle politiche neo-liberiste.
Osservare un fenomeno modifica il fenomeno stesso. Gli sportelli informali, di movimento, che sono presenti nel territorio hanno dato voce ad un disagio, hanno dato voce agli esclusi. Sono uno strumento di comprensione e di interpretazione dei fenomeni che attraversano il territorio e lo modificano: precarizzazione dei rapporti di lavoro, finanziarizzazione del mercato immobiliare, distruzione delle politiche di accoglienza. Strumenti che vengono condivisi con chi vive il disagio, per trasformalo in lotta per l’affermazione dei propri diritti, diritto al reddito, all’abitare, all’accoglienza.
Un cammino che disegna un nuovo patto sociale, una nuova legalità, una nuova forma di autogoverno.
Il Bilancio Partecipativo è un potente strumento di partecipazione. Incuba il desiderio di autogestire il territorio, proprio delle comunità che lo vivono. Produce cambiamenti che generano aggregazione, consapevolezza, progetti. Come tale induce ad attivare processi di trasformazione del territorio che devono misurarsi con i limiti delle competenze municipali, e con interessi politici ed economici che scavalcano la volontà della comunità locale. Dinamiche che si abbattono sul territorio e alle quali, sempre più spesso, si oppongono i cittadini, in forme più o meno organizzate.
In questi ultimi anni le realtà municipali hanno assistito ad un insieme di processi sociali che hanno generato e continuano a produrre figure singole e collettive in grado di assumersi, con sempre maggior competenza, responsabilità di gestione e amministrazione; dal decoro urbano alle relazioni internazionali, dalle politiche di accoglienza allo sviluppo urbanistico della città.
Hanno dato il loro contributo al dibattito anche la Consulta delle donne, Consulta degli immigrati, Circolo Legambiente Garbatella, COL Lincei, Informagiovani, Agenzia di Sviluppo Locale, Banca Etica, Loa Acrobax, Centro Aggregativo Giovanile Tetris, CSOA La Strada, Servizio Civile Internazionale Città dell’Utopia, Punto Intercultura, Incubatore delle Imprese Sociali In Verso.
Dalle ore 19 è stato proiettato il video “Per un mondo diverso” di Sherif Fehym.
Il territorio del Municipio Roma XI vede la presenza di servizi di assistenza e orientamento, sportelli informativi e di consulenza, luoghi di aggregazione formali e informali, percorsi di partecipazione e di discussione, un diffuso associazionismo, e altri luoghi di cittadinanza attiva che sperimentano sul campo e con diversi strumenti nuove forme di emersione dal disagio e di inclusione sociale. Nodi e percorsi di accessibilità e di autonomia che possono divenire un motore di promozione sociale diffusa sul territorio, un patrimonio di buone pratiche da condividere e da connettere.
Attivare dunque una connessione possibile, circolare, per costruire nuovi strumenti e nuove pratiche di cittadinanza.
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