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Affitti brevi, scontro Gualtieri-associazioni: «I poteri per fermare Airbnb ci sono già»

Nel frattempo, la trasformazione dei rioni storici prosegue. Flash mob e iniziative dei residenti denunciano un progressivo svuotamento dei quartieri

Roma si trova nel mezzo di una battaglia che rischia di ridisegnare il volto dei suoi quartieri storici. Al centro della contesa ci sono gli affitti brevi, un fenomeno che sta trasformando la città, spingendo fuori i residenti a favore di un turismo sempre più invasivo.

Da un lato, il sindaco Roberto Gualtieri invoca maggiore autonomia e “poteri speciali” per poter intervenire come i suoi omologhi nelle grandi capitali internazionali; dall’altro, le realtà del territorio replicano che gli strumenti per agire esistono già, e che ciò che manca è la volontà politica.

Il grido del sindaco: “Mi vergogno”

Domenica scorsa, durante un evento di Sinistra Civica Ecologista al Monk, Gualtieri ha espresso la propria frustrazione: «Mi vergogno di essere un sindaco senza poteri, mentre a New York o Parigi possono fissare limiti al mercato turistico».

L’uscita del primo cittadino ha legato la crisi degli affitti brevi alla necessità di una riforma costituzionale che aumenti i poteri di Roma Capitale, permettendo al Campidoglio di regolamentare in modo più incisivo gli Airbnb e le case-vacanza.

La risposta delle associazioni: strumenti già pronti

Non si è fatta attendere la replica di una coalizione di oltre dieci realtà cittadine — tra cui Forum del Terzo Settore, GRoRAB, Arci Sparwasser, Aurelio in Comune e Nonna Roma — che ha ribadito come Roma abbia già gli strumenti per intervenire.

Le associazioni citano due leve fondamentali:

La Legge Regionale 8/2022, che offre margini normativi concreti per regolamentare gli affitti brevi.

Le Norme Tecniche d’Attuazione (NTA) del Piano Regolatore Generale, approvate in prima istanza alla fine del 2024, che consentono di classificare le destinazioni d’uso e limitare la proliferazione di case-vacanza.

«Non servono nuovi poteri», sottolineano le realtà cittadine, «basta volerli utilizzare». A supporto delle azioni concrete, inoltre, è già attivo un Tavolo interassessorile che lavora da mesi per definire strategie e misure applicabili nell’immediato.

Quartieri che cambiano pelle

Nel frattempo, la trasformazione dei rioni storici prosegue inesorabile. Flash mob e iniziative dei residenti denunciano un progressivo svuotamento dei quartieri, dove il tessuto urbano e sociale viene alterato dal mercato turistico.

Un recente studio dell’Università La Sapienza fotografa un panorama preoccupante: affitti tradizionali in aumento, case-vacanza che moltiplicano la pressione sul territorio e un impatto diretto sulla qualità della vita dei cittadini.

Il nodo del regolamento e il tempo che stringe

Il Campidoglio attende ancora la bozza di regolamento promessa dal presidente della Commissione Patrimonio, Yuri Trombetti, inizialmente prevista per aprile.

La mancata pubblicazione del documento accentua la frustrazione dei residenti, che chiedono interventi immediati prima che la situazione diventi irreversibile.

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