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Al Flaminio l’Italia del rugby cede all’Irlanda con il punteggio di 24-51

A Piazza del Popolo è comunque festa. Il Sei Nazioni va alla Francia, solo per differenza reti per quattro punti

Roma 17 marzo – Non ce l’ha fatta l’Italia del rugby contro l’Irlanda al Flaminio di Roma, per l’occasione esaurito in ogni ordine di posto. Non ce l’hanno fatta gli uomini di capitan Bortolami a conquistare la terza vittoria consecutiva, dopo i successi contro la Scozia ed il Galles.
In occasione della festa di San Patrizio gli irlandesi nella notte di ieri hanno occupato le strade ed i pub del centro di Roma e tra boccali di birra e canti patriottici hanno dato vita ad uno spettacolo straordinario, proseguito al Flaminio e a Piazza del Popolo, dove è stato installato un maxischermo e dove in serata è stato programmato l’arrivo della nazionale azzurra.

Inizio di gara decisamente a favore degli irlandesi che al 6’ si portano in vantaggio su calcio piazzato con lo specialista O’Gara. L’Italia soffre la manovra veloce ed efficace degli avversari ma si porta in vantaggio grazie a Ramiro Pez, che prima trasforma con un drop e poi calcia tra i pali una punizione al 15’.
Nemmeno il tempo di gioire che l’Irlanda al 17’ va in meta con Dempsey ma O’Gara non trasforma.
Italia 6 Irlanda 8.
Al 20’ un micidiale contropiede dei “verdi” in seguito ad una mischia sbagliata dell’Italia porta Eastebby alla meta e ancora una volta Ronan O’Gara non trasforma. 6 a 13.
I giocatori azzurri non si fanno comunque intimorire dalla tecnica e dalla velocità degli irlandesi e al 26’ Ramiro Pez trasforma un calcio piazzato e porta i suoi a 9. Si ripeterà con un drop due minuti dopo. Italia ancora sotto di un punto.
Al 37’ ancora Pez avrebbe l’opportunità di portare gli azzurri in vantaggio con un calcio piazzato, ma la palla termina fuori dai pali. Dal possibile vantaggio, sul finire di gara l’Italia deve fare i conti con la superiorità dell’Irlanda che va in meta con O’Driscoll, assistita questa volta dalla trasformazione di O’Gara.
Il primo tempo termina con il punteggio di 12 a 20 per l’Irlanda.

Al rientro dagli spogliatoi Ramiro Pez è costretto per infortunio a lasciare il campo a Scanavacca e dopo appena pochi minuti di gioco ancora meta degli irlandesi con Dempsey e trasformazione di O’Gara. 12 a 27.
L’Italia privo degli infortunati Ongaro, Lo Cicero, Canale, Castrogiovanni e dello squalificato Mauro Bergamasco accusa il colpo e cede l’iniziativa all’Irlanda affamata di punti, importanti per la conquista del Sei Nazioni.
Subisce così ancora due mete ed una trasformazione, permettendo ai folletti di dilagare e portarsi sul risultato di 12 a 39.
L’Italia avrebbe poi l’opportunità di fare meta, ma da una parte all’altra del campo l’Irlanda costruisce un contropiede meraviglioso e va in meta con O’Gara che poi trasforma. 12 a 46 e siamo solo al 60’.
Il tifo irlandese esplode al Flaminio e a piazza del Popolo, ma l’Italia non ci sta e al 74’ va in meta con Capitan Bortolami che raccoglie di prepotenza un lancio di De Marigny a due metri dalla linea di meta. Purtroppo Scanavacca non trasforma.
Poi è ancora l’Irlanda ad andare in meta e a fissare il risultato sul 51 a 17.
Lo speaker dello stadio annuncia l’uomo del match: è il numero 12 di Dublino D’Arcy che riceve l’ovazione dei quindicimila presenti.
Oltre l’80’ l’orgoglio dell’Italia si concretizza con una meta di De Marigny, il migliore degli azzurri, e la successiva trasformazione di Scanavacca che peserà sull’economia dell’Irlanda per la conquista del Sei Nazioni. O’Gara nonostante la vittoria esce dal campo visibilmente dispiaciuto e preoccupato per quest’ultimo sussulto azzurro.
La partita termina con il risultato di 24 a 51 per l’Irlanda.

Piazza del Popolo, gremita di tifosi di entrambe le squadre rimane incollata al maxischermo per la partita della Francia con la Scozia.
La birra, la festa di San Patrizio e la gioia per la vittoria sull’Italia potrebbero non bastare agli irlandesi per coronare una stupenda giornata trascorsa all’ombra del Colosseo.
In Francia succede di tutto: a pochi minuti dal termine la Scozia con una meta risveglia le speranze degli irlandesi. All’80’ l’Irlanda ha in mano il torneo e i tifosi in piazza scalpitano. L’immagine del maxischermo si oscura sull’ultima offensiva francese a pochi centimetri dalla linea di meta e il collegamento riprende con l’arbitro indeciso sull’assegnazione o meno della meta transalpina.
Tocca dalla regia e al giudice della partita, peraltro irlandese, assegnare la meta alla Francia, che vince la gara 46 a 19 e si aggiudica il Sei Nazioni per la miglior differenza reti (per 4 punti).
Piazza del Popolo diventa uno scenario triste ed è palpabile la delusione negli occhi della gente dell’Irlanda del folk, della magia e della simpatia.
Alle 20.00 l’Italia del rugby giunge così in piazza per la passerella d’onore ed il saluto ai circa diecimila tifosi italiani e non. La folla s’infiamma e la serata scivola via tra applausi e cori. Il giusto premio ad una squadra che ha portato il rugby alla ribalta convincendo i media e gli italiani ad avvicinarsi a questo sport come non mai. Con l’Inno di Mameli a fare da cornice e l’ottavo posto conquistato nella classifica mondiale termina così l’avventura azzurra di questo Sei Nazioni. Un tassello importante in vista del prossimo Campionato del Mondo in casa dei francesi dominatori assoluti di questa edizione.
E’ d’obbligo a questo punto sottolineare l’ottimo lavoro svolto dal coach azzurro Berbizier e dall’intero staff dirigenziale.

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